Impressionismo, una rivoluzione en plein air

12 agosto 2014


I grandi maestri del Rinascimento ci hanno abituato alla bottega, all’immagine del geniale artigiano al lavoro insieme a garzoni e collaboratori. Quelli a servizio dei potenti d’Europa, nel Sei e Settecento, hanno invece creato l’immaginario dell’artista di corte: dell’intimità di studioli e dello sfarzo di salotti regali, dove modelli autorevoli posavano per interminabili sedute. C’è dunque bisogno di un evento di portata rivoluzionaria perché l’arte esca alla luce del sole. C’è bisogno de Gli Impressionisti!

Prosegue in compagnia del critico inglese Waldemar Januszczak il viaggio che Sky Arte HD compie nelle atmosfere del movimento che più di ogni altro ha segnato il passaggio dall’arte moderna  a quella contemporanea. Cambiando in modo radicale la figura del pittore, i suoi metodi di lavoro e la sua filosofia; ma anche il suo ruolo all’interno della società, in un rapporto radicalmente mutato con la committenza e, dunque, con quello che sarebbe diventato il mercato come oggi lo intendiamo.

Ecco Waldemar, una vezzosa paglietta calcata sul capo, farsi portare a spasso in barca lungo le acque tranquille della Senna: è nei lussureggianti parchi cittadini e nelle invitanti campagne che circondano la Ville Lumiére che gli impressionisti misurano la propria arte, lavorando sulla percezione della luce naturale in presa diretta. È con la volontà di dipingere en plein air  che si dà espressione artistica alle intuizioni scientifiche sulla teoria della luce. Sulla sua rifrazione e scomposizione.

Un momento capitale, che aprirà la porta al superamento stesso della figurazione. Un’avventura che seguiamo addentrandoci nei luoghi che hanno visto al lavoro Monet e Renoir, arrivando infine a conoscere il più moderno tra i pittori di orbita impressionista. Paul Cézanne, voce fuori dal coro capace di radicalizzare fino alle estreme conseguenze la sua indagine. Risultando determinante per ispirare un’altra corrente dirompente: quella cubista.

La curiosità – Cézanne o Cesana? Secondo più fonti il cognome del grande artista celerebbe in realtà un toponimo: quello di Cesana Torinese, borgo della Val Susa da cui i suoi avi partirono attorno al 1650 alla volta della Francia, in cerca di fortuna. Una tesi che trova riscontro nella biografia dello stesso artista, che volle visitare il paese.