In principio fu il blues. Poi toccò al jazz

24 Luglio 2013


New Orleans, 1917. La Lousiana Records dà alle stampe il primo singolo mai pubblicato di musica jazz. Lo firma e lo esegue la scatenata Original Dixieland Jazz Band. E si tratta di un brano blues! Trama melodica, giro di accordi, costruzione del pezzo: il debito nei confronti dell’istintività della musica nera per eccellenza è marcato e palese, esplicitato fin dal titolo. L’epopea del jazz comincia con il Livery Stable Blues .

Si torna indietro nel tempo per una nuova puntata de Le leggende del Jazz, serie con cui l’istrionico Ramsey Lewis – sette dischi d’oro e tre Grammy Award conquistati in carriera – esamina le linee evolutive di uno dei generi musicali simbolo del ventesimo secolo. Grazie all’incontro con i grandi protagonisti di oggi, recuperando vecchi brani e reinterpretandoli nel corso di lunghe e avvincenti chiacchierate in musica.

Alla scoperta delle radici del jazz: svelando come e dove il blues ha influenzato la maturazione di un linguaggio che nasce da presupposti comuni, ma sa presto evolversi su linee assolutamente e irrimediabilmente originali. Ospiti di Ramsey due mostri sacri della musica americana: il chitarrista Robert Cray e Kevin Moore, cantautore e bluesman di razza, noto al suo pubblico con lo pseudonimo di Keb’ Mo’.

Lo show procede sull’onda dei ricordi e si anima grazie a brani che hanno fatto epoca. Partendo da Love in vain  , pezzo simbolo del mitico Robert Johnson, l’uomo che ha inventato il blues moderno – e per farlo, così recita la leggenda, ha venduto l’anima al diavolo – e arrivando a The Twelve Year Old Boy  di Elmore James, passando per la coinvolgente My last regret , forse il più grande successo firmato da Cray.

La curiosità – Il jazz? Il suono del Nuovo Mondo, nato all’interno della comunità afroamericana di New Orleans. Niente di più lontano dalla tradizione musicale italiana, eppure… Sono due italiani a firmare il primo disco jazz della storia. Naturalmente il leggendario Livery Stable Blues : al momento della sua registrazionela Original Dixieland Jazz Band si basa sulla batteria di Tony Sbarbaro e sul cornetto di Nick La Rocca, entrambi figli di immigrati siciliani. Nick è il vero leader del gruppo, che nel 1919 si esibisce davanti alla famiglia reale inglese: stupendo ed entusiasmando persino il severo re Giorgio V.