In vacanza con papà Fuksas

4 Luglio 2014


Sono chimiche spontanee quelle che si mescolano e si confondono nella crescita dei rapporti più stretti, degli affetti più profondi. Un lento ma inesorabile gioco di incastri, assemblaggio di piccole ritualità, a volte anche manie, cesellato attimo dopo attimo, un giorno alla volta. Come insegna in modo mirabile Natalia Ginzburg ogni famiglia ha il proprio lessico, i suoi codici, i propri linguaggi. Inequivocabilmente unici, sempre speciali.

Un racconto intimo e delicatissimo quello che Elisa Fuksas, figlia dell’archistar Massimiliano e della moglie Doriana, cuce in Chinese Honeymoon – Un ritratto di famiglia, affascinante viaggio dalla duplice natura. Da un lato fisica, con lo spostamento verso una Cina osservata nelle sue tensioni e potenzialità, nazione dalle mille contraddizioni ma dalla grande magia; dall’altro figurata, con la catarsi all’interno delle dinamiche e delle meccaniche che animano i rapporti all’interno del nucleo famigliare.

Tutto parte da Parigi, punto d’incontro per Massimiliano e Doriana, per Elisa e la sorella Lavinia. La famiglia, come tutte divisa dagli impegni professionali dell’uno e dell’altro, si ricompone al terminal dell’aeroporto: destinazione Shenzen, Cina. Un altro aeroporto, questa volta intonso e immacolato. È quello che i Fuksas, marito e moglie ma anche inseparabili colleghi, hanno da poco terminato di costruire e ora devono finalmente inaugurare.

L’occasione offre l’assist per rallentare le rispettive frenesie e ritrovarsi, ancora una volta, tutti insieme. Uno smartphone e una vecchia super8 diventano strumenti per tessere frammenti di vita, sbirciando dal buco della serratura i sorrisi e le smorfie, cogliendo i gesti di complicità e le piccole manie. Dipingendo con amore un quadro di grande intensità emotiva. Amplificata dallo scontro visuale suggerito dal contesto, con la tentacolare megalopoli di Shenzen a fare da straniante scenario.

La curiosità – Le sue celebri piazze hanno suggerito visioni nuove dello spazio. Non è certo casuale che la decisione di iscriversi alla facoltà di architettura arrivi, per Massimiliano Fuksas, a seguito dell’esperienza come assistente di Giorgio De Chirico. Presso il cui studio romano, nella cornice di Piazza di Spagna, lavora negli anni dell’adolescenza.