Incontri surreali, scoprendo Dalì

4 febbraio 2013


Eccentrico, eclettico, dominatore assoluto dell’assurdo. Con lui tutto è possibile. Il tempo si dilata e si contorce, piegato dalla sinuosa magia delle sue mani; il profilo inquieto, quasi mefistofelico, controlla lo spazio e la materia; è uno sciamano in grado di creare con il potere di una mente eccelsa e illuminata, infiniti mondi paralleli. Tutti da scoprire, attraverso il racconto di un maestro assoluto dell’arte. Salvador Dalì.

Abbandonate ogni certezza ed ogni riferimento alla realtà sensibile: con Discovering Dalì si entra in un universo nuovo, dove è il sogno a dettare legge. Il re del surrealismo incanta e seduce: un documentario unico quello ideato dal regista britannico Jack Bond, che ripropone frammenti del suo “Dalì in New York”. Lavoro che risale alla metà degli Anni Sessanta, e che testimonia il folle dietro le quinte di un viaggio dell’artista nella Grande Mela.

A quasi mezzo secolo di distanza ecco, nelle parole di Bond, il ricordo di quella impresa straordinaria; l’esperienza, lasciata decantare, prorompe come fosse un vino d’annata in nuovi sentori e rinnovate suggestioni. Alla luce della successiva parabola del maestro e del debito che, nei suoi confronti, hanno accumulato le generazioni a venire, ecco nascere un’opera definitiva; monumento totale ad uno dei più grandi geni del XX secolo.

A compilare il ritratto di Dalì concorrono testimonianze di ieri e di oggi. Quelle, emerse dagli archivi, di Alfred Hitchcock; ma anche quelle di Nicolas Descharnes, che al seguito del padre Robert – celebre fotografo – ha documentato le performance e vissuto la lucida follia del maestro. Un caleidoscopio di immagini ed emozioni, fotografia capace di fissare nel tempo una personalità dal fascino sublime.