Inghilterra ’66. Anche il calcio è rock

25 Aprile 2014


Football comes home . Il calcio torna a casa: è lo slogan che nel 1996 l’Inghilterra sceglie come benvenuto per ospitare gli Europei; messaggio che evoca le origini del gioco più popolare al mondo, nato poco più di un secolo prima proprio nella fredda terra di Albione. Nella quale, dopo aver preso piede – in senso mai così letterale! – un po’ ovunque aveva già fatto ritorno nel 1966. Per una delle edizioni della Coppa del Mondo più assurde e affascinanti che si ricordino.

Tornano su Sky Arte HD le Storie Mondiali di Federico Buffa, istrionico mattatore che ci accompagna verso l’appuntamento di Brasile 2014 evocando le edizioni migliori della più importante competizione calcistica di tutti i tempi. Con il pallone a diventare pretesto per raccontare l’evoluzione del costume e della società, tra politica e attualità, arte e musica. Incontrando piccoli e gran di eroi, dentro e fuori gli stadi.

Atmosfera euforica quella che si respira nelle strade della Swinging London, dove la sfida sul campo tra i leoni padroni di casa e gli eterni avversari della Germania Ovest risuona al ritmo di quella che nelle chart vede i Beatles affrontare i Rolling Stones. Quelli del ’66 sono i Mondiali che vedono Eusebio surclassare il divino Pelé, l’Italia inchinarsi davanti alla sconosciuta selezione della Corea del Nord e la Coppa essere rubata a pochi mesi dalla sua consegna.

È un bastardino di nome Pickles l’eroe dell’anno, grazie al fiuto prodigioso che gli permette di ritrovare il prezioso trofeo: la sua impresa accompagna come un portafortuna la cavalcata vincente dei padroni di casa. Trascinati dai gol dell’implacabile Geoff Hurst e dall’eleganza di Bobby Charlton, ma anche dall’improvvida decisione di Tofik Bachramov. Il guardalinee azero chiamato a dirimere il più clamoroso caso di gol fantasma della storia del calcio.

Commenta con noi la serata seguendo sui social network l’hashtag #SkyBuffaRacconta

La curiosità – Sunderland, 19 luglio 1966, ore 20.12. Va in scena una delle più grandi tragedie sportive che l’Italia abbia mai vissuto: lo sconosciuto centrocampista della Corea del Nord Pak-Doo Ik infila Albertosi ed elimina gli Azzurri dai Mondiali. La leggenda popolare vuole che il marcatore non fosse nemmeno un calciatore professionista, ma un dentista: tesi rivelatasi poi falsa. Pak-Doo Ik aveva sì compiuto studi medici, ma mai esercitato la professione, scegliendo quella dell’atleta prima, del docente di educazione fisica poi.