Ironici e poetici. I disegni e i dipinti di Pericoli

15 Febbraio 2013


Una fotografia che scava nel profondo. Senza limitarsi a riportare i tratti fisiognomici, gli sguardi e le espressioni; ma mettendo a nudo l’anima del soggetto che si ritrae, svelandone vizi e virtù, debolezze e coraggio. Con velocità istantanea, nell’istintività del gesto. Non esiste reflex in grado di ottenere tanto: è necessaria l’abilità di un vero e proprio artista dell’immagine. Capace, pennelli alla mano, di superare in incisività la precisione meccanica di un click.

Sky Arte HD entra, in esclusiva, nell’atelier milanese di Tullio Pericoli: da mezzo secolo disegnatore e pittore di livello assoluto, apprezzato per la straordinaria eleganza delle sue opere. Che non mancano di catturare, nella sua produzione più intima e riflessiva, i morbidi paesaggi delle Marche, amata terra natia; e non disegnano di cimentarsi con la scenografia, per eventi dall’altissimo profilo culturale.

Tutto comincia, agli albori degli Anni Sessanta, grazie all’illuminante incontro con Cesare Zavattini: un intellettuale d’altri tempi, curioso e infaticabile, che spinge Pericoli a seguire il sogno dell’arte. Un consiglio che si traduce nelle prime collaborazioni per “L’Espresso” e “Corriere della Sera”, ma anche – più tardi – nella fruttuosa collaborazione con “Linus”, mitico periodico che ha il merito di rivitalizzare, in Italia, la cultura del fumetto.

In una intervista a viso aperto, Pericoli condivide le tappe più importanti di una carriera da incorniciare: passando dalle lusinghiere collaborazioni con il prestigioso “New Yorker” fino ai tanti, sentiti e doverosi omaggi riscossi in Italia. Mostre in contesti prestigiosi, come Palazzo Reale a Milano o il Museo dell’Ara Pacis a Roma; commissioni da parte della Scala e l’onore di firmare – era il 2011 – il mitico drappellone per il Palio di Siena.