Jacskon Pollock. Arte da spy story

21 novembre 2014


Ha vissuto pericolosamente, incarnando l’icona del maudit moderno: tormentato dagli eccessi e da un carattere tutt’altro che accomodante e accondiscendente. Eppure è stato, a sua insaputa e suo malgrado, sostenuto da quello stesso sistema dal quale apparentemente si trovava così distante. Jackson Pollock artista coperto e allineato, vicino ai poteri forti? Impossibile ma vero: come ci spiega Carlo Lucarelli.

Una vicenda oscura e pazzesca quella che emerge nel corso di una nuova puntata di Muse Inquietanti, la serie che il più grande giallista italiano dedica con il suo stile da consumato storyteller ai grandi misteri che circondano il mondo dell’arte. Dopo essersi spinto a caccia del teschio di Goya e dopo aver provato a svelare l’identità di pittore di Jack Lo Squartatore, ecco il nostro eroe volare dall’altra parte dell’Oceano. Per affrontare una tesi che ha dell’incredibile.

L’espressionismo astratto? Potrei dire che l’abbiamo inventato proprio noi della Cia” : a lanciare la bomba è l’ex agente dei servizi segreti Donald Jameson, che a quasi sessant’anni dalla prematura scomparsa del maggiore esponente del movimento propone una tesi che ha dell’incredibile. Ma non manca di presentare dettagli che la rendono plausibile: e se i maggiori artisti americani del periodo fossero stati sostenuti in modo occulto dal governo per riaversi dopo la pagina nera del maccartismo?

Un’operazione calcolata fino ai minimi dettagli, orchestrata dalla Cia come risarcimento per l’immagine di un Paese sprofondato nell’indice di considerazione da parte delle altre nazioni del mondo a causa della caccia alle streghe ai danni di tanti intellettuali – basti pensare alle fortissime tensioni scaturite a Hollywood? Lucarelli indaga per noi, provando a ricostruire una verità sepolta sotto la polvere della Storia.

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La curiosità – Un Pollock… nell’armadio! Diversi i casi di presunti dipinti dell’artista rinvenuti casualmente negli Stati Uniti. Ancora in corso una lunga serie di perizie volta a stabilire se alcuni disegni rinvenuti nel 2003 ino sgabuzzino a Wainscott siano effettivamente autografi del maestro; curioso il documentario che racconta la vicenda di un umile camionista che nel 2006, acquistata per cinque dollari un’opera in un mercatino delle pulci, sta ora lottando perché venga riconosciuta come originale.


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