John Cusack e le tinte più oscure del giallo

16 gennaio 2013


È uno dei più grandi maestri della letteratura americana, figura che ha ispirato con la sua penna visionaria intere generazioni di artisti; raccogliendo l’omaggio rock di Lou Reed e quello in punta di matita di Manet. Edgar Allan Poe è un vero e proprio mito. Il suo volto, al cinema, è quello di John Cusack: attore poliedrico e coinvolgente, protagonista con il recentissimo “The Raven” di un giallo dalle fosche tinte gotiche.

L’ultima prova di Cusack davanti alla macchina da presa è al centro dell’intervista rilasciata a Movie Talk, serie con cui l’inossidabile Peter Bart incontra i nomi più noti e amati del cinema. Partendo dal titolo più recente della loro fortunata carriera, per approfondire poi il percorso che li ha portati ad essere luminose stelle di Hollywood. Un viaggio che John Cusack ripercorre a ritroso, dagli ultimi impegni come produttore fino alla dura gavetta.

Cominciata ad appena diciassette anni quando, senza un soldo in tasca, era costretto a dormire sul divano del proprio agente in attesa che arrivasse un ingaggio. Prima le più classiche commedie adolescenziali, poi ruoli sempre più impegnativi: fino alla consacrazione. Con parti di primo piano in blockbuster come “Con Air”; ma soprattutto al fianco di registi del calibro di Woody Allen e Clint Eastwood.

Una pioggia di aneddoti quelli regalati da John Cusack, divo schivo ma mai timido quando si tratta di ricostruire le atmosfere del set. Testimonianza preziosa la sua: perché sa restituire con incredibile lucidità le tensioni, le aspettative e le impercettibili alchimie che si celano dietro la costruzione di un film. Portando in dote la memoria di un rapporto di inimitabile sintonia con autori e attori, registi e produttori.