John Irving, uno scrittore da Oscar

6 maggio 2013


Tutto comincia dalla fine. Con la frase conclusiva del suo primo grande successo, chiosa amatissima per un autore meticoloso e attento ai minimi dettagli; figura che dosa sapientemente il peso di ogni parola, ottenendo assoluti gioielli narrativi. Dalle ultime righe de “Il mondo secondo Garp” fino al recente “Ultima notte a Twisted River”: il documentario diretto da André Schäfer ci porta all’interno dell’universo creativo di John Irving. Una delle migliori penne di oggi.

Come si crea un romanzo di successo? Si parte da un progetto e si costruisce un pezzo alla volta, proprio come accade per un edificio: così spiega il proprio modus operandi Irving, che vede se stesso come in veste di architetto. E condivide segreti del mestiere, aneddoti e letture critiche nel corso di una lunga ed esclusiva intervista, costellata di stralci e frammenti delle sue opere più apprezzate dal pubblico e dalla critica.

Dalla cucina allo sport passando per i viaggi, con una piacevole passeggiata lungo i canali di Amsterdam: Irving racconta se stesso e le proprie passioni; i suoi interventi sono arricchiti dalle testimonianze di parenti, amici e collaboratori, che contribuiscono a delineare il ritratto fedele di una personalità dotata di grande senso dell’ironia. Un autore solare, aperto al dialogo e al confronto.

Non è affatto a disagio, Irving, davanti alla telecamera: il linguaggio della settima arte gli è del resto decisamente congeniale. Un successo la trasposizione cinematografica de “Il mondo secondo Garp”, con Glenn Close e Robin Williams; ancora maggiore quella del suo “Le regole della casa del sidro”, per la cui sceneggiatura lo stesso Irving – che partecipa in veste di attore in entrambi i film – vince nel 2000 il premio Oscar.