Jovanotti, cantautore e drammaturgo

10 Aprile 2013


Quando negli Anni Ottanta spopolava nelle discoteche di mezza Italia, l’esagerato look copiato dai rapper americani e lo stile ironico, disincantato e leggero, in pochi gli riconoscevano la capacità di evolvere il proprio linguaggio artistico. Pochissimi vedevano in quel ragazzo chiassoso e disinvolto la stoffa del poeta. Molti si sono ricreduti quando, con il passare del tempo, riposta la maschera da Jovanotti è comparso un sorprendente Lorenzo Cherubini.

Il cantautore è protagonista di una nuova puntata di Atto Unico, la serie che nell’immediatezza del monologo accende l’attenzione sulla figura dell’interprete, chiamato a dare anima e voce al brano dei propri sogni. Quello che, nella solitudine di un palcoscenico libero da ogni ingombro e dall’assenza di regia, esemplifica il carattere di un attore. O di un’attrice. È Linda Messerklinger a omaggiare, con una prova coinvolgente, l’estro imprevedibile di Lorenzo.

Risale alla fine degli Anni Novanta “La linea d’ombra”, brano che segna la definitiva maturazione stilistica di Jovanotti: ormai lontano dalle giocose esperienze di un pop disimpegnato, convinto protagonista della propria arte. Un pezzo che suona, in sintesi, come un vero e proprio viaggi di formazione; un testo che, ispirandosi all’omonimo romanzo breve di Joseph Conrad, assume toni di profonda introspezione e raffinata riflessione sulla spiritualità.

Nasce in forma di canzone, ma vive meravigliosamente anche nella drammatizzazione di Linda Messerklinger grande promessa del teatro e del cinema italiani. Una gavetta lunga, nonostante la giovanissima età; un’esperienza poliedrica: fatta di danza classica e moderna, ma anche di stage di mimo al seguito del leggendario Marcel Marceau. Fino all’approdo in teatro e da qui sul piccolo e grande schermo, come protagonista – insieme ad Elio Germano – della fiction “Faccia d’Angelo”.