Juilliard School. Ed ora… sipario!

10 Ottobre 2014


È stato un anno lungo e intensissimo, segnato dai piccoli grandi passi che hanno portato verso una piena coscienza dei propri mezzi e – anche – dei propri limiti. Si è imparato molto, almeno altrettanto resta ancora da mettere nel proprio bagaglio di esperienza: ma è giunto il momento di lasciare il nido e tuffarsi nel vuoto. Con l’adrenalina e l’energia di una determinazione che promette un futuro di successo.

Ultimo episodio per Juilliard School – La scuola delle stelle, serie che ci ha permesso di seguire il lavoro quotidiano dei ragazzi iscritti all’importante centro di formazione per le performing arts di New York, tra le palestre creative più esclusive al mondo. Un luogo dove coltivare e veder progressivamente maturare i proprio sogni di gloria: nel campo della musica, della danza, del teatro, del cinema.

Siamo agli sgoccioli, l’ultima campanella è prossima a dare il proprio trillo: gli studenti del terzo anno del corso di recitazione si apprestano ad affrontare la prova dell’eterno William Shakespeare. A loro il compito di mettere in scena versioni innovative e originali de La dodicesima notte  e soprattutto di Amleto . Ecco allora Sam, appena ventidue anni, confidare tutte le sue ansie e paure: a lui è affidato il ruolo più difficile per qualsiasi attore. Quello del triste principe di Danimarca…

Anche per gli allievi della classe di musica è il momento dei bilanci. Mathis e Mariella riusciranno a convincere dei loro progressi il severo Frank Kimbrough, inflessibile docente di piano jazz? O dovranno rimandare al prossimo anno il momento liberatorio del passaggio del difficile esame? Incognite che toccano anche Raymond, ballerino in erba, ormai a un passo dl suo primo vero ingaggio…

La curiosità – Un Amleto in…rosa! Nell’epoca pioneristica del cinema muto non mancarono interpretazioni al femminile nel ruolo del protagonista del dramma shakespeariano. A fare scandalo fu, nel 1921, quella dell’attrice Asta Nielsen: il suo rapporto con il personaggio di Orazio, costruito su languidi giochi di sguardi, sembrò all’epoca trascendere la pura e semplice amicizia…