Kiéslowski e la cognizione del dolore

4 dicembre 2014


Ci sono più modi per affrontare il dolore, esorcizzarlo: c’è chi lo culla e lo nutre con abnegazione, facendo della dimensione del ricordo uno spazio di natura quasi fisica, concreta. E c’è chi preferisce imporsi l’abrasione della memoria: e cancella con vigore ogni attimo, ogni riferimento, ogni feticcio che possa in qualche modo richiamare i fantasmi del passato. Come fa Julie, protagonista di uno tra i film più importanti degli ultimi vent’anni.

Tornano le lezioni di Gianni Canova, che ci accompagna grazie agli appuntamenti di RaroArte nell’ideale cinema d’essai di Sky Arte HD: introducendoci alla visione di film che hanno fatto la Storia, ma che oggi passano solo di rado nei palinsesti della tv generalista. Piccoli grandi gioielli da vedere e rivedere, pietre miliari che ci dimostrano come sia cambiato nel corso degli anni il modo di raccontare attraverso l’immagine.

Questa settimana ci caliamo nel gusto per l’introspezione di un grandissimo maestro: vale come seduta di psicanalisi il Film Blu  di Krztstof Kiéslowski, primo movimento di una trilogia ispirata al motto della Rivoluzione Francese (il celeberrimo Liberté , Égalité , Fraternité ) e alla sua bandiera, processo di liberazione dal proprio doloroso passato di una intensa e magnetica Juliette Binoche, qui in una delle sue interpretazioni più apprezzate dalla critica e dal pubblico.

È un incidente d’auto a strappare a Julie il marito, celebre compositore, e la figlia di soli sette anni: un lutto a cui la donna risponde in modo sorprendente. Tentando di distruggere il ricordo di ciò che è stato, cancellando ogni traccia della sua vita precedente: provando a rinascere completamente rinnovata. Ma il passato, inesorabile, bussa continuamente alla sua porta. Svelando segreti inaspettati.

La curiosità – In una delle scene più intense del film Juliette Binoche sfrega le nocche delle dita contro un muro, provocandosi diverse escoriazioni: nelle intenzioni della produzione l’attrice avrebbe dovuto indossare speciali protezioni in lattice, invisibili al pubblico ma necessarie per non ferirsi realmente. Un ritardo nella consegna della fornitura costrinse però la star a farne a meno…


Se clicchi OK acconsenti all'uso da parte di Sky dei cookie tecnici, analitici, di profilazione di prima e terza parte, che sono usati per capire i contenuti che ti interessano e inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più sui cookie e decidere se acconsentire oppure no a tutti o ad alcuni cookie, leggi qui la nostra Cookie Policy. Per leggere l'Informativa Privacy clicca qui

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close