La conturbante sensualità del cabaret

31 Dicembre 2012


L’incanto della bellezza, l’irriverente follia del cabaret, la stupefacente armonia della danza e una buona dose di garbata sensualità. Benvenuti al Crazy Horse, il più celebre locale notturno della spumeggiante Parigi; teatro del documentario con cui Frederick Wiseman racconta, partendo dalla lettura del copione e fino al debutto, la nascita di uno tra i più deliziosi spettacoli di cabaret mai realizzati, il “Désirs” firmato dal coreografo Philippe Decoufflé.

Dieci giorni consecutivi di riprese, per una vera e propria maratona che svela, passo dopo passo, come si arriva alla creazione di uno show tanto ricco e complesso. Autentiche perfezioniste le ragazze del Crazy Horse, instancabili artiste capaci di reggere massacranti turni di prove: ogni passo di danza, ogni centimetro dei lussureggianti abiti di scena, ogni minimo dettaglio delle scenografie è oggetto di un’attenzione quasi maniacale.

Il taglio narrativo scelto da Wiseman esalta l’atmosfera e il clima di un locale unico. Non c’è spazio per altro che non sia il lavoro: nessuna concessione al relax, nessuna divagazione; nessun excursus sulle vite delle protagoniste, sulla dimensione del privato, sui loro sogni e aspettative. La concentrazione è ai massimi livelli; la tensione sale con il passare dei giorni e l’avvicinarsi del debutto. L’attenzione è tutta per il palcoscenico.

Il Crazy Horse è più che un locale di nudo chic: è un vero e proprio simbolo della mondanità parigina. Aperto nel secondo dopoguerra nel cuore della capitale francese, è da sempre vetrina per artisti di livello assoluto: qui si è esibita la diva del burlesque Dita Von Teese, ma anche il cantautore Charles Aznavour. L’indicatif, autentica colonna sonora del cabaret, porta la firma prestigiosa di Serge Gainsbourg.