La grande anima di Ben Kingsley

2 Novembre 2012


Straordinariamente versatile e completo; eccezionale per la propria capacità di essere protagonista autorevole, raffinato caratterista; ma anche spalla perfetta, preziosa e mai invadente. La classe e lo stile di Ben Kingsley inaugurano i Movie Talk di Sky Arte HD: la magia del cinema e tutti i retroscena della vita del set raccontati dai protagonisti di alcuni tra i film che hanno segnato la storia degli ultimi anni.

Peter Bart, decano del giornalismo a stelle e strisce, ripercorre a  ritroso la carriera di Kingsley, nel corso di un’intervista schietta e diretta, senza filtri. Dove non mancano le punture di spillo, la ricerca spasmodica dell’aneddoto, il gusto per la curiosità inattesa. Ma dove tutto concorre a tratteggiare il ritratto fedele di un grande del cinema del nostro tempo, capace di conquistare tre nomination agli Oscar ed una statuetta.  La più pregiata: quella come Migliore Attore Protagonista.

Un successo arrivato, nel 1982, per la sentita interpretazione del ruolo del Mahatma nel “Gandhi” di Richard Attenborough: una sfida con se stesso e un omaggio alle proprie origini indiane; l’avventura unica che lancia una carriera luminosa. E che, svela Peter Bart, avrebbe anche potuto non realizzarsi: se solo produzione e regia si fossero trovati d’accordo nell’assegnare la parte del protagonista a un camaleontico Dustin Hoffman. Peccato però che la Storia avesse un posto per Kingsley.

E la Storia, quella con la esse maiuscola, si intreccia a doppio filo con la carriera dell’attore. Indimenticabile nella sua interpretazione in “Schindler’s List”; pregevole nel recente “Hugo Cabret” di Martin Scorsese, con la sognante e magnifica ricostruzione di una Parigi anni ’30. Dove, tra fiction e ricerca storica, rivive la figura di George Méliès, eccentrico illusionista riconosciuto come uno dei padri della cinematografia, certo inventore dei primi tentativi di effetti speciali.