La guerra che cambiò il mondo. E l’arte

9 Ottobre 2015


Molti sono convinti che l’artista viva dei suoi ideali, lontano dai drammi e dalle tensioni della quotidianità. Quasi ponesse un filtro tra sé e ciò che lo circonda. Se anche questa visione del processo creativo si rivelasse vera, potrà mai allontanare dall’artista lo spettro di una guerra? Il conflitto armato si è rivelato un potente stimolo, con il suo legato di emozioni e ragionamenti per il bene dell’umanità tutta; uno scenario che anche l’arte cerca a suo modo di interpretare ed esprimere: scopriamo, nel corso della serata di lunedì 12 ottobre, come Arte e Guerra si siano spesso rapportate nel corso della storia contemporanea.

In prima visione, alle 21:10 sarà l’attore e modello Eddie Redmayne a presentarci L’Arte nella Grande Guerra. Grazie al suo talento di interprete – e una laurea in storia dell’arte conseguita a Cambridge! – Redmayne ci condurrà tra campi di battaglia e musei, a incontrare gli stessi soldati e gli artisti di guerra che dei tanti conflitti ci hanno fornito una toccante testimonianza. Risaliremo indietro nel tempo fino alla Prima Guerra Mondiale, per scoprire in che modo la sua inedita ferocia abbia segnato la stessa evoluzione dei linguaggi artistici: l’avvento delle nuove armi, con la loro precisione letale, influenzerà artisti come David Bomberg, la cui arte verrà indirizzata dall’era delle macchine verso forme sempre più astratte e rigorose.

Sempre sulla linea del fuoco, ad anticipare la Storia, anzi: a farla. Robert Capa è il prototipo del reporter moderno, di un professionista del linguaggio visivo che mette il suo talento al servizio della verità. La Guerra Civile Spagnola e il secondo conflitto mondiale, il violento processo di decolonizzazione dell’Indocina e i primi scontri tra arabi e israeliani in Palestina: i grandi fatti di cronaca del Novecento hanno lo sguardo dei soggetti del grande fotografo.

Tornando ancora al periodo tra il 1914 e il 1918, ci rendiamo conto che quegli anni di lotte senza esclusioni di colpi sono segnati anche dal fiorire delle avanguardie: dagli espressionisti a cubisti e futuristi, le opere degli artisti nascono spesso al fronte, di cui riportano il dramma in modo tanto accurato quanto intenso. In Arte e Guerra esamineremo la svolta espressiva nelle arti visive a causa del primo conflitto mondiale, che spazza via l’immagine dell’eroe romantico e patriottico per lasciare il posto a una guerra tecnologica, che l’industria foraggia di macchine… e di una capacità distruttiva senza precedenti, che gli artisti non possono ignorare.

In chiusura di serata anche I fumetti vanno alla guerra: in principio fu Joe Sacco, con le sue strisce dedicate al conflitto arabo-israeliano, poi arrivarono l’Afghanistan di Ted Rall e il premiato Persepolis di Marjane Satrapi. Nuovi linguaggi per avvicinare un pubblico sempre più ampio alla coscienza dei grandi fatti del nostro tempo.

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