La lunga notte della creatività

2 Agosto 2013


Oggetti e ambienti, forme e materiali. Dal particolare al generale: cominciando con la trattazione di un singolo elemento e tendendo alla definizione di uno stile progettuale, un modo per leggere e interpretare il rapporto con la creatività. Una lunga maratona quella de La notte del design: Sky Arte HD trasmette senza soluzione di continuità le dieci puntate di De.sign, la serie che ha accompagnato con i suoi spunti e le sue riflessioni l’ultimo Salone del Mobile di Milano.

Sedersi? Un gesto banalissimo. Accomodarsi su una seduta che sia al tempo stesso comoda, elegante, bella e innovativa? La questione si fa più complessa. De.sign analizza l’evoluzione di sedie e divani, partendo dalle intuizioni di LeCorbusier e arrivando ai progetti di Gaetano Pesce e Philippe Starck, Patricia Urquiola e Luca Nichetto. Incontrando oggetti che sono entrati nel mito, diventando vere e proprie icone di stile.

Luci geniali quelle che si accendono nella fantasia di Inga Sempé e Ron Gilad, tra i protagonisti della puntata dedicata all’illuminazione: con lampade avveniristiche a rinnovare la premiata tradizione del made in Italy, rappresentata da aziende del calibro di Flos e Artemide. Il design entra, naturalmente, anche nella sfera più intima e privata. Cambiando il modo di stare a letto o in cucina, ed influendo sugli spazi per il riposo e il relax.

Dai lussuosi resort e dalle terme di Matteo Thun fino agli accessori per il food design  degli olandesi Droog: sarà una lunga notte, un viaggio lungo i più eccitanti sentieri della creatività. Trovando, sottotraccia, un sottile ma fortissimo filo rosso, capace di unire ogni tipo di realizzazione. La sostenibilità, intesa come equilibrio armonico nel rapporto con le risorse e l’ambiente naturale. Un marchio che accomuna i designer di oggi. Simbolo implicito di qualità.

La curiosità – Quanto vale il made in Italy ? Tantissimo in termini di riconoscibilità e di immagine del Sistema Paese. Altrettanto a livello puramente economico e finanziario. Il più recente rapporto stilato da Unioncamere e riferito al 2012, sostiene che le aziende del settore creano da sole il 5% del Prodotto Interno Lordo italiano.