La lunga storia della musica nera

30 aprile 2013


Una orgogliosa storia di riscatto, che comincia nei campi di cotone della Virginia e finisce per correre lungo le strade di Detroit. Una lunga battaglia per il riconoscimento di diritti tanto fondamentali da essere, oggi, dati per scontati; quando in realtà sono stati conquista recente, pagata a caro prezzo. Il movimento di emancipazione degli afroamericani è stato accompagnato, nel suo secolare processo, dalla Black Music. Una ideale colonna sonora, tutta da scoprire.

Seconda e ultima puntata per il documentario che ricostruisce l’evoluzione della musica nera negli Stati Uniti, seguendo il progressivo passaggio dai canti di libertà intonati dagli schiavi al blues, passando poi al jazz e alla straordinaria stagione della Motown. Arrivando, in epoca più recente, all’esplosione del rap e dell’hip-hop, ultimo tassello di un processo che ha visto il mondo della musica come prima e migliore piattaforma per giungere a integrazione e uguaglianza.

Martha e The Vandellas, insieme a Diana Ross e le sue Supremes, sono sbarazzina e disinvolta immagine di un decennio attraversato invece da scontri e forti tensioni sociali: i violenti Anni Sessanta, segnati dal sogno spezzato di Martin Luther King e dalla parabola di Malcolm X sono anche quelli che vedono Sam Cooke rivoluzionare il mondo della musica. Aprendo, primo afroamericano nella storia, una propria etichetta discografica.

Intensi filmati d’epoca ricostruiscono eventi che sono entrati nella storia del costume: ecco scatenarsi sul palco uno scatenato James Brown, ed ecco il jazz impegnato della divina Nina Simone. Ed ecco l’evoluzione dell’hip hop da fenomeno di protesta a linguaggio di massa, con il passaggio graduale tra la violenza verbale dei Public Enemy e il raffinato pop di Kanye West, che certifica l’ingresso della black music nel mondo dello show business.