La matta splendida terra di Vincenzo

10 maggio 2013


Non è questione di cultura: ma di sensibilità. Si può essere semianalfabeti, cresciuti in un contesto aspro e durissimo come quello della campagna siciliana di inizio Novecento e scoprirsi, nonostante tutto, lettore incantato e appassionato del presente. Uno sguardo umile, puro e per questo assolutamente coinvolgente quello di Vincenzo Rabito, che per anni stende un diario intimo di struggente passione nei confronti della vita e del mondo.

Duemila pagine vergate a mano, con calligrafia ingenua, su poverissimi quaderni rilegati con pezzi corda. Un patrimonio stupefacente di fatti minimi, piccole grandi storie di una quotidianità antica. Portate sul grande schermo dalla sensibilità di Costanza Quatriglio, che presenta alla Mostra del Cinema di Venezia il suo Terramatta, docu-film che racconta, filtrato attraverso le parole di Vincenzo, anni di storia italiana.

Un progetto che ha ottenuto il Nastro d’Argento ed è stato eletto “Film della Critica” dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. Un lavoro che arriva, in prima tv, su Sky Arte HD: le parole di Vincenzo e la memoria dei suoi discendenti si accompagnano a immagini di repertorio dell’Istituto Luce, in un fondersi di storia privata e collettiva mirabilmente sottolineato dalla colonna sonora originale di Paolo Buonvino.
Nel racconto di Vincenzo c’è il dramma di due conflitti mondiali, il braccio di ferro tra Partito Comunista e Democrazia Cristiana; il sogno di riscatto, le ansie e preoccupazioni per il futuro dei propri figli; tanto lavoro, la fatica e i sacrifici di una vita. Un’esperienza che sa essere, nell’empatia che solo un racconto fatto con il cuore può creare, simbolo di un’intera collettività. La storia di Vincenzo non è, in fondo, solo sua. È storia di tutti, immagine splendida delle nostre radici.