La ragazza più ammirata nell’arte

21 Maggio 2015

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Il Rinascimento italiano ha prodotto la Gioconda, ma anche la grande pittura del Nord Europa ha la sua Mona Lisa. Forse di più umile estrazione sociale, La ragazza con l’orecchino di perla – ritratta da Jan Vermeer a Delft intorno al 1665 – non è meno affascinate della nostra dama leonardesca. Altrettanto misteriosa, in quel suo silenzio che sembra carico di chissà quanti significati, nel corso dei secoli la giovane donna ha riscosso l’ammirazione di milioni di visitatori, che oggi possono ammirare la celebre tela al Museo Mauritshuis de L’Aia.

Proprio dalla città olandese ha inizio la nostra Vermeer Night di sabato sera, un viaggio tutto incentrato sul più famoso capolavoro del pittore seicentesco. In prima visione, il documentario La Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer e altri capolavori dal Museo Mauritshuis ci guiderà appunto tra le sale del prestigioso museo fresco di restauro, dove il quadro ha fatto ritorno in seguito a un tour mondiale durato due anni, nel corso dei quali oltre un milione di spettatori hanno potuto apprezzare la “gemma del Nord”.

Il tour di stasera esplorerà i legami tra arte e letteratura, pittura e cinema, immagini e immaginario, anche grazie alle interviste a esperti e a scrittori tra cui Tracy Chevalier, che con il suo romanzo ha contribuito alla fama contemporanea del dipinto. Oltre all’opera di Vermeer, il pubblico scoprirà anche la Lezione di anatomia del dottor Tulp di Rembrandt e Il Cardellino di Carel Fabritius (reso celebre da un altro romanzo, firmato stavolta da Donna Tartt), venendo poi trasportato dalle parole di Proust nel cuore dei più bei dipinti del XVII secolo olandese.

Proprio l’Olanda del Seicento è magnificamente ricostruita nel film La ragazza con l’orecchino di perla, diretto da Peter Weeber. Con una certa dose di licenze narrative, il regista racconta – grazie anche all’apporto di due splendidi attori, quali Colin Firth e Scarlett Johansson – la vicenda che si nasconde dietro il capolavoro di Vermeer. Ricostruendo il triangolo tra il pittore, sua moglie e la serva che diventa Musa ispiratrice dell’artista olandese, il film ci permette di conoscere la società dell’epoca e apprezzarne la cultura visiva, attraverso una scenografia, dei costumi e una fotografia che non per niente si sono meritati tre nomination agli Oscar nel 2003.

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