La torre dorata di Milano

4 Agosto 2015

Rem Koolhaas alla Fondazione Prada di Milano

Questo giovedì sera conosceremo l’ultimo – non certo per importanza! – progettista della serie Skyline: Architetti per Milano, esclusivo programma con il quale Sky Arte HD ci ha permesso di osservare da vicino il nuovo volto della metropoli lombarda, proprio nell’anno in cui ospita l’Esposizione Internazionale. Rem Koolhaas, fondatore dello studio OMA – Office for Metropolitan Architecture, è uno dei più grandi architetti viventi; a stabilirlo è stata la giuria del Premio Pritzker, riconoscimento assegnatogli già nel 2000 ed equivalente al Nobel per l’architettura.

All’attività di progettista, Koolhaas affianca da sempre anche un’articolata riflessione teorica sui rapporti tra architettura e società; coronamento del suo impegno per ri-definire la disciplina nel suo complesso è stata la 14a Biennale di Architettura di Venezia, che Koolhaas ha curato dedicandola ai Fundamentals della progettazione.
Quella di giovedì sarà quindi una conversazione di grande spessore, durante la quale l’architetto presenterà al collega Stefano Boeri e al pubblico televisivo il suo più recente progetto: la nuova sede della Fondazione Prada, che Koolhaas definisce un vero e proprio omaggio alla città di Milano.

Se già lo studio OMA vantava con Prada una lunga collaborazione – iniziata nel 2000, anno in cui Koolhaas comincia a progettare gli showroom della maison in tutto il mondo, curando anche le scenografie delle sfilate – il progetto inaugurato a maggio è di certo il più ambizioso e complesso.
La nuova sede della Fondazione Prada, infatti, mostra una convivenza perfetta tra archeologia industriale e nuovi edifici. Tutto un complesso produttivo, nella zona sud di Milano, è stato reso nuovamente agibile dall’intervento di Koolhaas, cui si sono aggiunti una struttura dedicata alle esposizioni temporanee, un auditorium… e una torre-museo, le cui facciate splendono di una luminosa – e davvero insolita – vernice dorata.

L’architetto ha mostrato in questo progetto un approccio inusuale al tema della trasformazione di strutture esistenti. Sono relativamente poche, infatti, le strutture realizzate ex novo. Di più, lo stesso Koolhaas ci spiegherà come, nel caso della Fondazione Prada, “l’interazione tra il vecchio e il nuovo è in un certo modo così radicale, che ho usato gli elementi esistenti per definire perfino la mia architettura. In questo senso qui c’è molto più del dialogo che si può vedere solitamente nei tipici progetti di recupero“.
Il rispetto mostrato da Koolhaas nei confronti degli edifici industriali non è che il risvolto della sua ammirazione per la “cultura del fare”, che ha scoperto lavorando nel capoluogo lombardo: “Più conosco Milano, più sono colpito dalla sua incredibile capacità di creare cose e penso che oggi questa sia un’abilità molto importante che in molti altri Paesi sta scomparendo in favore del lavoro digitale e dell’industria dei servizi. Il mio progetto, è davvero un omaggio a Milano e a questa forma di conoscenza“.