La verità surreale di Salvador Dalì

25 dicembre 2014


Eccentrico, eclettico, dominatore assoluto dell’assurdo. Con lui tutto è possibile. Il tempo si dilata e si contorce, piegato dalla sinuosa magia delle sue mani; il profilo inquieto, quasi mefistofelico, controlla lo spazio e la materia; è uno sciamano in grado di creare con il potere di una mente eccelsa e illuminata, infiniti mondi paralleli. Tutti da scoprire, attraverso il racconto di un maestro assoluto dell’arte, che impariamo a conoscere grazie a Salvador Dalì – La vera storia.

A seguire Discovering Dalì, documentario che permette di entrare in un universo nuovo, dove è il sogno a dettare legge. Il re del surrealismo incanta e seduce: un documentario unico quello ideato dal regista britannico Jack Bond, che ripropone frammenti del suo “Dalì in New York”. Lavoro che risale alla metà degli Anni Sessanta, e che testimonia il folle dietro le quinte di un viaggio dell’artista nella Grande Mela.

A quasi mezzo secolo di distanza ecco, nelle parole di Bond, il ricordo di quella impresa straordinaria; l’esperienza, lasciata decantare, prorompe come fosse un vino d’annata in nuovi sentori e rinnovate suggestioni. Alla luce della successiva parabola del maestro e del debito che, nei suoi confronti, hanno accumulato le generazioni a venire, ecco nascere un’opera definitiva; monumento totale ad uno dei più grandi geni del XX secolo.

A compilare il ritratto di Dalì concorrono testimonianze di ieri e di oggi. Quelle, emerse dagli archivi, di Alfred Hitchcock; ma anche quelle di Nicolas Descharnes, che al seguito del padre Robert – celebre fotografo – ha documentato le performance e vissuto la lucida follia del maestro. Un caleidoscopio di immagini ed emozioni, fotografia capace di fissare nel tempo una personalità dal fascino sublime.

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La curiosità – Dalì versione cartoon: nel 1946 Walt Disney ingaggia l’artista catalano per realizzare insieme Destino , film di animazione dai toni ovviamente surreali. Dopo otto mesi di lavoro i due avevano esaurito il budget a disposizione per l’impresa senza esserne venuti a capo: sarà il nipote di Walt, Roy, a riprendere in mano il progetto e a concluderlo nel 2003. Ottenendo una nomination agli Oscar.


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