Buon compleanno, Pablo!

22 ottobre 2014


Ci ha provato il Guinness dei Primati a censire la sua straordinaria vena creativa, senza tuttavia riuscire a smarcarsi dalla vaghezza dei “circa”. Circa 13mila e cinquecento i dipinti e i disegni, circa 100mila le stampe e le incisioni, circa trecento le sculture: catalogo impressionante per quello che viene considerato l’artista più prolifico di sempre. Mito e realtà? Al di là dei numeri, oltre l’aneddoto, resta un fatto unico e incontrovertibile: Pablo Picasso è l’artista più importante del Novecento. Tra i piuù grandi di tutti i tempi.

Sky Arte HD dedica una lunga serata, nel giorno del suo compleanno, al mito di Picasso, partendo dagli aspetti meno noti di una personalità sì solare e appariscente. Ma non per questo aliena a contraddizioni e sofferenze. Ecco dunque Picasso – Una vita, accurato documentario diretto da Hugues Nancy e dallo stesso nipote dell’artista, Olivier: un ritratto intimo, famigliare, composto grazie alle testimonianze di chi ha vissuto fianco a fianco con il pittore.

Quale tra le tante opere di Picasso può essere eletta a suo sembiante, icona che ne rappresenta in modo compiuto la poetica e lo stile? Certo la più sconvolgente, appassionata, sofferta e stupefacente: Guernica  , assordante grido di dolore lanciato come protesta per i massacri che hanno segnato la Guerra Civile spagnola. A svelare i segreti di uno tra i quadri simbolo del Novecento è Simon Schama: il critico della BBC conduce Power of Art.

Chiudiamo la nostra serata con il documentario che Christian Tran dedica ad uno straordinario incontro, occasione per la costruzione di un lungo e duraturo rapporto umano e professionale. È il 1946 quando Picasso, nel caldo e nel sole della splendida Antibes, incontra Michel Sima: scultore e fotografo, uomo di grande sensibilità e intellettuale curioso e attento. Nasce il binomio Picasso e Sima, un’amicizia tra le più solide, sincere e intense che il mondo dell’arte ricordi.

La curiosità – Quel Picasso l’ho dipinto io! Parola di Miguel Bosè: il futuro cantante era, da bambino, un habitué della casa dell’artista, grande fan del padre Dominguín, celebre torero. Bosé racconta di aver spesso preso in mano i pennelli e giocato con l’eccentrico amico di famiglia, che lo invitava a lasciare segni in verde e rosa sulle tele a cui stava lavorando. Alcune delle quali riconosciute, dal Miguel ormai adulto, in musei e collezioni private…

 


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