La voce della Sardegna. Secondo Bastianich

18 Marzo 2014


Una tradizione millenaria, trasmessa di generazione in generazione come effimera fiammella della memoria. Piccolo e labile tesoro da custodire gelosamente, nel cuore e nell’anima di un popolo orgoglioso; che nel canto ritrova se stesso, celebra il suo ancestrale dominio sulle forze di una natura selvaggia. Finalmente addomesticata. La grande avventura della musica corale della Sardegna è al centro di una nuova tappa di On the road – Joe Bastianich Music Tour.

Prosegue il viaggio del celebre giudice di Masterchef  alla scoperta delle peculiarità uniche e inimitabili della musica popolare italiana: dopo essersi imbattuti in Puglia le magie della taranta e della pizzica, Joe e il suo fido chitarrista Mike sbarcano nell’isola più affascinante del Mediterraneo. Scrigno di una civiltà antica, che perpetua la propria misteriosa e affascinante ritualità proprio attraverso il canto.

Quello armonioso di Elena Ledda, cantautrice sensibile e raffinata; e quello delle migliori formazioni polifoniche vocali dell’isola, interpreti di un repertorio che si perde nella notte dei tempi: come i tumbarinos  del piccolo paese di Gavoi e celeberrimi cantadores  Daniele Giallara e Gianmichele Lai, Carlo Boeddu e Carlo Crisponi. Musica da cantare quella popolare sarda, ma anche (forse soprattutto) da ballare: ecco allora le danze scatenate dei Ballade Ballade Bois.

Ma la Sardegna non vive nella pura contemplazione delle proprie radici: la memoria, da queste parti, è materia viva e vitale. Continuamente rinnovata. Come dimostra l’incontro di Joe con Paolo Fresu, tra i più grandi jazzisti italiani; e come conferma quello con i Sikitikis: band che nasce guardando ai maestri delle colonne sonore cinematografiche degli Anni Settanta, e sa poi elaborare un linguaggio originalissimo, a cavallo tra rock ed elettronica.

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La curiosità – La sua natura aerea, impalpabile, non la rende affatto effimera: la musica popolare è presenza concreta nella vita culturale della Sardegna. Al punto da essere posta sotto tutela dell’UNESCO, che nel 2006 ha inserito il canto a tenore nel novero dei Patrimoni orali e immateriali dell’Umanità. Certificando così una tradizione che nasce in età nuragica…