L’amore ai tempi di Tiziano

19 Novembre 2013


La passione carnale, furente e bruciante; accecante in uno struggimento che seduce e tormenta. Ma anche il più nobile trasporto emotivo, altissimo nel superamento dei piaceri del corpo: affinità elettiva, sublime, coinvolgente e non meno travolgente. Innumerevoli le gradazioni dell’Amore, infinite le sue incontrollabili variabili: tasselli di un mosaico che compone il più affascinante degli enigmi. Un mistero antico, da sempre sotto la lente di ingrandimento dell’arte.

Ragione e sentimento si incontrano nello spazio della medesima tela, in uno dei brani della pittura rinascimentale più amati di tutti i tempi. Greta Scacchi ci accompagna nelle meravigliose stanze della Galleria Borghese, a Roma, teatro di una nuova puntata di Capolavori Svelati. La serie che indaga le più affascinanti opere di tutti i tempi si concentra, questa settimana su Amor Sacro e Amor Profano  di Tiziano.

Un quadro da interpretare con la pazienza e la passione del filologo: sfogliando le diverse possibili letture, andando alla radice dell’ispirazione di un artista che è sensibile uomo del proprio tempo, testimone di una ricchezza intellettuale forse mai più replicata. Il pennello di Tiziano bagna la propria punta nella filosofia neoplatonica, si abbevera con entusiasmo alle fonti della mitologia classica. Trovando nella suggestione per l’antico fonti iconografiche che si riveleranno immortali.

Chi sono le due donne che campeggiano al centro della scena? Si tratta di dee o mortali, silfidi o forse ninfe? Qual è il significato allegorico di ciò che le circonda? Cosa rappresenta l’inquietante catafalco su cui si appoggiano con divina leggerezza, e di quali impliciti messaggi è caricata la natura circostante, a tratti placida e paradisiaca, a volte invece minacciosa e incombente? Piccoli grandi segreti da decifrare. Seguendo le tracce lasciate da uno tra i maggiori pittori di sempre.

La curiosità – C’è anche il nome di Tiziano tra quelli scelti per battezzare uno degli innumerevoli crateri di contatto che costellano la superficie di Mercurio, il primo pianeta del sistema solare. Curiosa la scelta da parte degli astronomi che, escluse un paio di rarissime eccezioni, hanno scelto di intitolare le asperità del corpo celeste solo con nomi di artisti. Con i suoi 121 chilometri di diametro Tiziano non è però tra i crateri maggiori: impressionanti gli oltre 400 di Dostoevskij.