L’arte della ribellione

26 Giugno 2015

Marlon Brando

Cinema, musica e pittura. Prima metà del Novecento, società post-sessantottina e Barocco romano. Stiamo dando i numeri? No, casomai a “dare i numeri” sono loro: i ribelli dell’arte, protagonisti di ogni disciplina ed epoca, oltre che della Rebels Night che Sky Arte HD dedica loro questo venerdì sera. Uno dopo l’altro, ripercorreremo exploit artistici e privati di personaggi che hanno saputo andare contro ogni regola; spesso pagando un prezzo molto alto per la loro audacia, di certo entrando a tutti gli effetti nella leggenda.

Proprio a Marlon Brando – La Leggenda spetta l’onore di inaugurare la nostra serata. Nell’omonimo documentario, in onda alle 21:10, ripercorriamo vita e carriera dell’interprete americano, a partire da quell’estate del 1943 in cui giunge a New York appena diciannovenne. Aveva qualche dollaro in tasca, era vestito in jeans e maglietta, eppure qualcosa lo rendeva diverso da qualunque altro ragazzo squattrinato in giro per la Grande Mela: Marlon Brando aveva un sogno, quello di diventare il più grande attore al mondo. Ci riuscirà nell’arco di appena 10 anni, durante i quali ha già modo di salire alla ribalta internazionale per film come Un tram che si chiama Desiderio, Il selvaggio e Fronte del porto.

A seguire, il docu-film The Doors – When you’re strange, diretto da Tom Di Cillo e presentato al Sundance Film Festival nel 2009, ci introdurrà al genio trasgressivo di Jim Morrison senza censure né falsi pudori.
Il film ritrae infatti la scena rock degli anni Sessanta/Settanta a tinte forti e contrastate, raccontandoci i segreti di un gruppo leggendario attraverso immagini mai viste prima. Il tutto, accompagnato dalla voce narrante di Johnny Depp nella versione originale del documentario, e di Morgan in quella italiana.

Chiude la nostra serata un artista che sui contrasti ha in effetti basato la sua ricerca pittorica, oltre ad aver vissuto tra luci e ombre un’esistenza a dir poco tormentata. Figura antesignana della mitologia dell’artista maledetto, che avrebbe avuto fortuna negli anni della bohème parigina di fine Ottocento, già nella Roma barocca Caravaggio diventa l’icona perfetta del binomio tra genio e sregolatezza; tanto sublime e dotato di sensibilità unica, quanto mosso da uno spirito violento e irrazionale. Nell’episodio monografico di Power of Art dedicato al Merisi, il professore Simon Schama fa emergere la rivoluzione – o rivolta? – condotta da Caravaggio nell’arte a 360 gradi: più che una questione tecnica, l’artista porta avanti una vera e propria battaglia concettuale. Portando alla ribalta il mondo degli ultimi, ritraendo con dovizia di particolari tutta una serie di modelli reclutati tra bordelli e osterie. Chiamando umili peccatori a indossare i panni di angeli e santi, per rinnovare in modo definitivo il linguaggio dell’arte sacra.

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