Le epiche danze di Sasha Waltz a Roma

9 Ottobre 2013


Come un sol uomo. Frammenti di un organismo collettivo che batte, si agita, freme e si spegne all’unisono; salvo poi risorgere dalle proprie ceneri, combattere e disciogliersi nuovamente, perdere e vincere l’atavica sfida con se stesso. Sono ventitré i danzatori portati da Sasha Waltz al Romaeuropa Festival, stupendi interpreti del suo Continu . Spettacolo proposto in prima nazionale nella cornice della rassegna. E in esclusiva tv su Sky Arte HD.

Un percorso che nasce da lontano, ultimo tassello di una potente e spettacolare trilogia. Iniziata con la performance site-specific che ha celebrato a Berlino l’inaugurazione del rinnovato Neues Museum; proseguita, proprio a Roma, con l’analogo lavoro pensato per l’opening del MAXXI. Nasce da quei Dialoge  l’idea di ricondurre tutto a unità – scelta non casuale, allora il titolo Continu  – nella formulazione di un magniloquente affresco in movimento.

I riferimenti concettuali, evidenti, vengono dalla lezione di Mary Wigman e dal minimalismo di Trisha Brown, ma anche dal teatro danza della divina Pina Bausch. Punti di partenza su cui impostare uno stile originalissimo, che fa di Sasha Waltz una delle migliori e più innovative coreografe in attività. Capace di trasformare il movimento in sublime poesia, toccando le corde più sensibili del cuore: seduce e commuove il suo Continu , meraviglioso teatro che aggiorna l’eterna narrazione dell’uomo e dei suoi inesplicabili misteri.

Da brividi il commento musicale, che spazia dalle pagine immortali di Mozart alla classica contemporanea di Edgard Varèse, passando per l’incedere marziale delle percussioni di Iannis Xenakis, autore di una performance live di grande impatto emotivo. Echi epici quelli di uno spettacolo che condensa il pathos della tragedia greca e il fascino della contemporaneità, in una sintesi formale di inarrivabile magia.

La curiosità – Si rinnova il feeling tra Sasha Waltz e la Capitale. Ma anche quello, specifico, tra l’artista e il pubblico del Romaeuropa Festival, che ha incontrato il lavoro della coreografa tedesca già nel corso dell’edizione 2012. Quando è andato in scena Travelogue I – Twenty to eight .