Le tempeste elettriche dei My Morning Jacket

16 Luglio 2013


Fuori dagli schemi precostituiti, lontano dalle più facili etichette di genere. Una serata all’insegna degli esperimenti sonori per From the Basement, la serie ideata dal produttore dei Radiohead Nigel Godrich, che si diverte a invitare le più grandi band del momento… in cantina! Allestendo set minimali, replicando le condizioni della più intima delle sale prove. Niente pubblico, solo musica allo stato puro: per show indimenticabili.

Headliners della serata i My Morning Jacket, che propongono tre brani tratti da Evil Urges , l’album della loro consacrazione sulla scena del rock alternativo. Un capitolo determinante per l’evoluzione del sound di una band che sa guardare con mirabile capacità di sintesi compositiva al folk-blues di Neil Young e alle acide cavalcate psichedeliche dei Flaming Lips, sfoderando brani che non hanno nessun timore a spingersi verso sonorità che ammiccano al pop.

Mai uguali a se stessi i The Fall di Mark E. Smith, da oltre trent’anni esempio di una musica tagliente e furibonda, carica di una energia rivoluzionaria che non si attenua con il passare del tempo. Anzi. I cavalieri del post-punk trovano con brani come “Latch Key Kid”, uscito nel 2008, lo smalto dei giorni migliori, dimostrando di meritare la stima dello storico producer John Peel, loro mentore e grandissimo estimatore.

Vecchie glorie, artisti sulla cresta dell’onda e – immancabili – ecco le giovani promesse. A rivestire il ruolo della next big thing  sono i White Denim, combo texano dai gusti eclettici e dalla straordinaria capacità di miscelare generi apparentemente inconciliabili. Vengono dal garage e dal punk rock, ma non disegnano le ambientazioni jazz e progressive, fino a giungere al dub e al soul. Sperimentatori all’avanguardia, che sanno rinnovarsi costantemente.
La curiosità – Sono saliti sul palco poco prima di una leggenda del calibro di Bob Dylan. L’estate del 2013 resterà nella memoria dei My Morning Jacket, chiamati ad esibirsi all’Americanarama Festival di Tuscaloosa, Alabama, aprendo il main-event che ha visto in scena il menestrello di Duluth. Per l’occasione la band ha omaggiato un altro grande folk-singer: insieme ai Wilco eccoli interpretare “Cinnamon Girl” di Neil Young.