Le tempeste elettriche di Miles Davis

8 Aprile 2014


Il più grande festival mai organizzato in Europa. Un raduno epocale e memorabile: ad esibirsi band del calibro di Doors e Jethro Tull, ma anche – all’improvviso – un segaligno musicista nero. Sale sul palco quasi stranito, assorto, lontano anni luce dalla bolgia che ai suoi piedi inneggia ai mostri sacri del rock. Dà fiato al suo strumento, una tromba. E per circa quaranta minuti il tempo sembra fermarsi al cospetto della magia dell’indimenticabile Miles Davis.

La straordinaria performance del jazzista sull’Isola di Wight, nel ‘70, è riprodotta integralmente in Miles Electric, eccezionale documentario con cui il regista premio Oscar Murray Lerner racconta l’affascinante parabola di una delle figure più importanti della musica del Novecento. Concentrandosi sulla scelta stilistica, maturata proprio nei giorni del festival, di guardare a un nuovo tipo di contaminazione e ibridazione tra gli standard del jazz e il rock.

Davis attacca la spina. E la musica non sarà più la stessa. Sonorità inacidite e graffianti, virtuosismi considerati prima di allora impensabili: una rivoluzione, raccontata nel corso di interviste esclusive dai migliori testimoni di quella svolta epocale. Davanti alla telecamera di Lerner sfidano la poetessa folk Joni Mitchell e il mitico Carlos Santana, ma anche – ovviamente – il gotha del jazz internazionale: Chick Corea, Herbie Hancock, Keith Jarrett.

A seguire ecco il fotografo Guy Le Querrec portarci nella Parigi del 1969, nelle fumose e fascinose atmosfere della Salle Pleyel. Teatro di uno dei concerti più intimi e ammalianti di Miles Davis, ma anche del set fotografico che ne immortala in modo unico l’intensa personalità: il rapporto tra musica e immagine vive in Contact, la serie che parte da uno scatto iconico per declinare il momento di sublime poesia che vede il soggetto entrare in simbiosi perfetta con chi lo ritrae.

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La curiosità – Un sogno spezzato, tragicamente, il 18 settembre 1970. Quando trova la morte uno dei più grandi chitarristi di sempre: Jimi Hendrix. Più volte Miles Davis si attiva per duettare con il Voodoo Child in sala d’incisione, dando così seguito alle jam session occasionali tenute in occasioni di raduni e festival: un primo tentativo fallisce a causa delle richieste economiche, troppo esose, dei turnisti; un secondo, intrapreso proprio a margine del festival dell’Isola di Wight, viene stroncato dalla scomparsa del chitarrista.