L’eleganza di Spalletti. Al Maxxi.

3 Giugno 2014


Tre città, altrettanti musei, un gigante del contemporaneo italiano. Ettore Spalletti, protagonista di quello che risulta essere un esperimento unico nel panorama del Bel Paese: per una volta più forte dei suoi atavici campanilismi, per un’occasione capace – in modo reale – di fare sistema e mettere in rete istituzioni tra loro diverse per natura, concept e location. Il Maxxi di Roma, la Gam di Torino e il madre di Napoli si scoprono uniti in unico grande progetto espositivo.

Quasi si trattasse di un’opera in tre atti, ecco andare in scena nelle tre prestigiosissime piazze la personale che indaga l’attività più recente di un maestro assoluto. Con le telecamere di Sky Arte HD a focalizzare l’attenzione sull’evento romano, costruito da Spalletti come un enorme intervento in situ. Un site-specific declinato nel sublime gioco di sguardi, con uno spazio che si fa scatola scenica di spettacolare suggestione.

Siamo nella Galleria 4 del museo disegnato da Zaha Hadid, con le linee spezzate dell’archistar ad accompagnare – quasi sottolineare – gli elementi fortemente caratterizzanti dell’artista: le spettacolari Colonne del Sole , quasi un totem eretto a gloria di una perduta civiltà della bellezza, e poi A voce bassa . Riflessione concettuale ed emozionale su un paesaggio ridotto a pura cromia, astratta in un blu dal fascino magnetico.

Ed eccolo Spalletti, immortalato in una celeberrima fotografia della metà degli Anni Settanta – filo conduttore visuale che lega le tre sedi espositive – accarezzare lieve le polveri e la materia, passare con una mano sugli oggetti del suo lavoro. Artigiano di un’estetica purissima e raffinata, che ha spinto il direttore del Madre Andrea Viliani a parlare di “contemporaneo e eterno”  in riferimento all’opera di un artista che travalica i confini del tempo.

 

La curiosità – Un italiano amato nel mondo: come se non fossero bastate una personale al Guggenheim e la partecipazione a Documenta IX, arriva nel 2005 per Spalletti la consacrazione della prestigiosissima Artforum . L’autorevole rivista internazionale definisce la sua mostra a Leeds uno degli eventi più importanti dell’anno.