L’elettronica secondo Elton John

24 Settembre 2013


Prendi una delle più splendenti stelle del pop, cantautore capace di firmare pezzi entrati nella leggenda. Aggiungi un giovane duo che sa mescolare indie-rock e disco. Mettili entrambi, in contemporanea, sul palco di uno tra i festival sperimentali più interessanti d’Europa, terreno dove si incrociano strade e percorsi sonori di rara suggestione. Agita un pubblico in visibilio e la magia è compiuta: ecco servito un concerto memorabile.

Ibiza, luglio 2012. Gli organizzatori del 123 Festival scelgono per una programmazione eccentrica e innovativa: grandi nomi del rock e del pop a confronto con scatenati dj e nuovi re dell’elettronica. Così Lenny Kravitz incrocia le sue chitarre con la consolle di Luciano; mentre Elton John divide lo stage con i Pnau. Un set incredibile per il baronetto, che propone i pezzi più amati del suo repertorio: prima di proporre una serie di duetti incredibili e imprevedibili.

Brividi sulla pelle, in apertura di performance, per Your Song ; la ballata Philadelphia Freedom  e Rocket Man  accontentano i fan della prima ora, in delirio davanti all’esecuzione dei brani più famosi scritti da Elton John. Che esalta la sua vocalità con una versione riarrangiata di Levon , brano dei primissimi Anni Settanta; prima del medley che cuce insieme le suggestioni strumentali di Song for Guy  e la poesia di Tiny Dancer .

Impatto di grande forza quello che i Pnau hanno sullo show. Il loro ingresso sulla scena vede aumentare i beat, alzare i volumi e sterzare con decisione verso nuove atmosfere. Quelle di Are You Ready for Love , cavallo di battaglia di sir Elton completamente rivisitato in chiave elettro-pop; quelle di Sad  e Good Morning to the Night , singoli che hanno lanciato i Pnau nell’olimpo dell’indie.

La curiosità – Oltre dieci anni di assenza. Tormentato il rapporto di Elton John con il pubblico italiano: con la star dal vivo nel Bel Paese solo nel 1973, per una tournée più volte rimandata. Non un esordio fortunato, funestato dagli scontri e dalle contestazioni che negli Anni Settanta agitavano anche il mondo della musica: un’esperienza tanto negativa che sarà lo stesso artista a rifiutarsi di tornare in Italia. Chiudendo il suo “embargo” solo nel 1984.