Letteratura al pub, da Odisseo a Ulysses

29 Marzo 2013


Si tratta in entrambi i casi di un’isola. Anche se tra le calde spiagge ioniche di Itaca e le imponenti scogliere irlandesi il divario è molto più profondo di quanto non possa suggerire la semplice distanza geografica. Si parte con Odisseo, tormentato ma robusto eroe della classicità; si finisce per incontrare Ulysses, o meglio: Leopold Bloom. Immortale e allucinato alter ego moderno creato dalla penna di James Joyce.

Nuova tappa per Ulissi: Viaggio nelle Odissee, la serie con cui il Piccolo Teatro trasforma Milano in un romantico bacino del Mediterraneo; inscenando in angoli diversi della città nuovi modi di leggere e ispirarsi al testo omerico. Assunto come punto di partenza per acute riflessioni sull’uomo e sulla cultura; sull’innato gusto per la ricerca, la sete di conoscenza di sé e dell’altro che è combustibile insostituibile per il progresso della civiltà.

L’atmosfera è quella di un caldo pub irlandese, traslato però a un passo dal Politecnico: ambiente più che consono per riflettere sul capolavoro di Joyce, altissima parodia dell’Odissea ambientata nella Dublino di inizio Novecento. Il tempo dell’azione si concentra in una sola giornata: dall’alba al tramonto, in un vortice di personaggi e situazioni che sanno scavare nel profondo dell’anima. In un carosello irripetibile, autentico capolavoro di introspezione psicologica.

A interpretare i mille significati nascosti dell’opera è Giulio Giorello, filosofo e matematico; la voce di Leopold Bloom è quella di Fausto Russo Alesi, mentre la moglie Molly è interpretata in emozionanti letture sceniche da Iaia Forte. L’ironia di Bebo Storti esalta l’amichevole ambiente del pub; il racconto di Gillo Dorfles esalta la natia Trieste, città dove Joyce compì fondamentali esperienze di vita. Indispensabili per arrivare alla stesura del suo “Ulisse”.