A lezione di piano. Con Michael Nyman

16 Giugno 2014


Ha scremato, quasi scarnificato lo spartito. Eliminando con minuzia chirurgica ogni fronzolo, tagliando la retorica del superfluo, arrivando ad una pulizia e una immediatezza formali di limpida perfezione. Michael Nyman, compositore e pianista, musicologo e autentico filosofo, è figura fondamentale per l’evoluzione del cinema. Perché ha saputo rivoluzionare il concetto di colonna sonora. Come ci dimostra l’emozionante speciale dedicato alla sua parabola artistica.

Siamo alla fine degli Anni Sessanta quando Nyman introduce nel mondo della musica colta, tra i primissimi, il concetto di minimalismo. Proponendo una tecnica compositiva che fa leva sul’emotività di chi ascolta, tessendo trame che sanno essere stupendamente avvolgenti; affidandosi in via pressoché esclusiva alla voce sola del pianoforte. Strumento dalla sensualtià indiscutibile.

Alfonso Cuarón, Michael Winterbottom, Nanni Moretti, Patrice Leconte ma soprattutto Peter Greenaway: cineasti di primo piano quelli con cui Nyman ha avuto occasione di collaborare, stringendo rapporti professionali dai risultati semplicemente straordinari. È il caso, a inizi Anni Novanta, del lavoro condotto a quatto mani con Jane Campion: senza le melodie architettate dal compositore inglese sarebbe difficile riconoscere a Lezioni di piano  tutta la sua eccezionale carica poetica.

Michael Nyman in Progress ci propone le considerazioni e le riflessioni dell’artista, ma anche quelle di chi negli ultimi anni ha collaborato a stretto contatto con lui. Partendo dal regista tedesco Volker Schlöndorff, celebre per la Morte di un commesso viaggiatore  portata al cinema insieme a Dustin Hoffman e John Malcovich, che insieme a Nyman ha firmato nel 1996 il film L’orco ; e arrivando a Steve Reich, compositore che insieme a Philip Glass ha dato slancio all’evoluzione del minimalismo nella musica contemporanea.

La curiosità – Un raffinato musicologo Michael Nyman, che nel 1976 compone in onore di Carlo Goldoni una partitura che stili e voci settecenteschi. Nel suo Il Campiello  si trovano strumenti come la ribeca, antenata della viola, e la cennamella, antico parente dell’oboe moderno.