Libia. Quello che le donne non dicono

25 gennaio 2013


C’è modo e modo per raccontare uno scenario di guerra, dare testimonianze da una terra in dinamica ma drammatica trasformazione. Alcuni scelgono di puntare l’accento sulla più cruda realtà, denunciando violenze e incongruenze; altri preferiscono concentrarsi sul silenzioso coraggio di chi, con tenacia, porta invisibili ma determinanti contributi a cause importanti. Tra questi ultimi spicca Sergio Ramazzotti, protagonista dell’ultima puntata di Fotografi.

Una serie che racconta lo stile e la poetica di alcuni tra i maggiori protagonisti dell’immagine; un appuntamento che porta il pubblico di Sky Arte HD nel cuore della cronaca. Lo scenario offerto da Sergio Ramazzotti è quello della Libia: la recente caduta del regime di Gheddafi non è filtrata attraverso il racconto di guerriglieri o capi militari; ma grazie alla testimonianza delle donne. Figlie, mogli e madri di eroi. Ma soprattutto, esse stesse eroine.

Gli scatti di Ramazzotti sanno superare il terrore dei più difficili giorni della rivoluzione, per lanciare uno sguardo al futuro: speranze, aspettative, sogni e visioni di un intero popolo vengono raccontati grazie alla straordinaria ed efficace potenza di immagini uniche. Che sanno dare voce alle protagoniste silenziose di un cambiamento epocale. Un dono quello di Ramazzotti, che trova in questo reportage dalla Libia i suoi risultati più entusiasmanti. Ma che parte da lontano.

Insignito nel 2005 del prestigioso International Photography Award, Ramazzotti non è nuovo al racconto di situazioni limite. E non è nuovo alla collaborazione con Sky, per cui ha curato due importanti documentari: il recente “Sos Lampedusa”, ma soprattutto “Buongiorno Afghanistan”. Un progetto in otto puntate, volto a ricostruire in modo fedele la vita dei civili, vittime impotenti della battaglia contro il terrorismo internazionale.