L’inarrivabile arte della gioia

12 Giugno 2013


Volitiva, passionale, disposta a tutto pur di cancellare un passato di miseria e godere di un lusso conquistato a caro prezzo. Questa è Modesta, protagonista de L’arte della gioia  , il capolavoro della conturbante e irriverente Goliarda Sapienza. Figura eccentrica ed estrosa, divisa tra cinema e letteratura, osteggiata in vita per la sua condotta tanto libera da essere considerata libertina. E quindi frustrata, svilita, umiliata. Fino al giusto, benché tardivo, risarcimento postumo.

Il romanzo della scrittrice siciliana è oggetto di una nuova puntata di Bookshow, ambientata in quello straordinario teatro a cielo aperto che è la città di Roma. Un testo, un luogo, un interprete d’eccezione: la lettura si fa momento condiviso e partecipato, intenso e fortissimo, suggerisce emozioni nuove. Un seducente invito a lasciarsi conquistare dal fascino dei grandi autori di ieri e di oggi.

È cresciuta seguendo le indicazioni di Serena Dandini, nume tutelare che ha favorito i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo. Paola Minaccioni è volto noto nell’ambiente della commedia italiana, attrice già al lavoro con Fausto Brizzi, Ferzan Özpetek, Vincenzo Salemme e Matteo Garrone; protagonista in televisione e a teatro al fianco di Caterina Guzzanti. Schietto e diretto il suo stile interpretativo, perfetto nel rendere la vitalità di un testo scomodo e irriverente.

A intervallare il flusso del racconto le incursioni di Paolo Calabresi, che a spasso per le vie di Roma blocca i passanti per istantanei quiz letterari. I grandi classici sono davvero noti a tutti? Le sue esilaranti interviste svelano falsi miti e inconfessabili buchi nella memoria, da colmare ovviamente leggendo. Quello di Bookshow è l’unico gioco a premi “al contrario”, dove a vincere – un libro, naturalmente – è chi sbaglia la propria risposta…

La curiosità – Il padre è stato avvocato, sindacalista e politico tra i primi a scendere in campo apertamente contro la mafia. La madre è stata la prima donna dirigente della Camera del Lavoro di Torino. Una famiglia non convenzionale quella in cui nel 1924 nasce Goliarda Sapienza, educata fin dalla prima infanzia a perseguire il più istintivo sentimento di libertà. Una scrittrice autodidatta, tenuta lontana dalla scuola per evitare l’indottrinamento fascista; una figura controversa, che negli Anni Ottanta conoscerà il carcere con l’accusa di furto.