L’inno alla gioia. Secondo Feist

8 luglio 2014


Cosa succede quando un eccentrico sperimentatore di suoni e atmosfere musicali, abituato a bazzicare lungo i sentieri del free ed acid jazz, sposa con il proprio eclettismo una delle voci più seducenti del pop d’autore? Capita nasca un progetto unico, avvincente, costruito seguendo il gusto per la contaminazione e l’ibridazione dei più diversi linguaggi espressivi. Capita si riesca a sfornare un vero e proprio capolavoro.

Serata mai così speciale quella che vede in onda su Sky Arte HD una nuova puntata di From the basement, la serie con cui il producer dei Radiohead Nigel Godrich convince alcune delle più fulgide stelle della musica contemporanea a “scendere in cantina”, per regalarci set intimi che ricreano il mood autentico della sala prove. Lontano dalle luci della ribalta che tante volte finiscono per falsare, nel caos amplificato dello show-biz, la genuinità delle performance.

Esige un clima particolare The Happiness Project , lavoro avvincente scritto e prodotto dal geniale Charles Spearin: tastierista, musicista elettronico, trombettista, animatore dell’effervescente scena culturale di Toronto. Città dove ha mosso i primi passi nel mondo della musica anche Feist, vocalist dal timbro inconfondibile, affine per sensibilità a Cat Power e alla generazione di nuove regine della musica d’autore.

L’incontro tra i due porta alla creazione di un concept album delicatissimo, dove ogni traccia pota il nome di un uomo o una donna per raccontarne l’intima visione della vita e dell’amore. Seguendo l’incedere martellante di Mrs. Morris , con il suo mantra a ricordarci ossessivo che “happiness is love” o le evoluzioni tonali di Vanessa , la malinconia un po’ inquieta di Marisa  e le suggestioni surreali, al limite dell’onirico, di Ondine .

La curiosità – Il debutto di Feist sul palco? Ad appena dodici anni e per un’occasione davvero speciale: c’è anche lei tra i mille danzatori di tutte le età che compongono la coreografia della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Calgary. Un’esperienza che la cantante evocherà nel videoclip della sua 1234 .