“Lo sapevo che eri tu!”: il mito di John Cazale

10 Dicembre 2012


Ha preso parte a soli cinque lungometraggi. Ma ognuno di questi è stato candidato all’Oscar come miglior film: quattro l’hanno poi vinto, uno si è dovuto accontentare del premio per la miglior sceneggiatura. Consolandosi, si fa per dire, con la Palma d’Oro al Festival di Cannes. Una spalla di enorme spessore John Cazale, attore poliedrico e intenso. Omaggiato a trent’anni dalla prematura scomparsa in un documentario firmato da Richard Shepard.

“Lo sapevo che eri tu!” : una delle battute più drammatiche de “Il Padrino – Parte II”, quella con cui Michael Corleone, interpretato da un maiuscolo Al Pacino, svela il tradimento messo in atto dal fratello Fredo. Alias John Cazale: è con la partecipazione alla saga firmata da Francis Ford Coppola che l’attore di origini italiane si impone all’attenzione di Hollywood. Ottenendo parti importanti ne “Il cacciatore” e “Quel pomeriggio di un giorno da cani”. Film che hanno fatto la storia.

Il documentario di Shepard è un collage di spezzoni indimenticabili, intervallati alle testimonianze di attori e registi che hanno lavorato a stretto contatto con Cazale; ma anche da quelle di artisti delle nuove generazioni, ispirati nel proprio stile di recitazione da un talento invidiabile. Davanti alla macchina da presa sfilano Al Pacino, amico di Cazale fin dai tempi dell’infanzia e Meryl Streep, compagna dell’attore; ma anche Robert De Niro e Steve Buscemi, Gene Hackman e Sam Rockwell.

Il ricordo sentito di un personaggio che ha lasciato il segno in modo sottile e mai invadente: una figura precisa, meticolosa sul set, compagna ideale di colleghi decisamente più istrionici e appariscenti. Ma non per questo inferiore per capacità comunicativa e capacità di reggere la scena: stupefacente la naturalezza con cui ha tenuto il passo di mostri sacri come Marlon Brando, dimostrando di meritare un posto dell’Olimpo del Cinema.