Londra chiama, il Boss risponde

6 maggio 2013


Cinquantamila fan in delirio. La spettacolare cornice di Hyde Park, tra i luoghi più magici di Londra. Sul palco gli amici di una vita, compagni di una infinita e meravigliosa cavalcata lungo le strade del rock più puro e genuino. Una serata magica per Bruce Springsteen, che nell’estate del 2009 incanta il pubblico britannico con una performance entrata nella leggenda. Chitarra alla mano il Boss scarica tutta la travolgente energia della sua musica: su Sky Arte, in 16:9 e in HD, 45 minuti estratti da una performance memorabile.

Dall’incedere trascinante di “Born To Run” alla scarna melodica di “Johnny99”, omaggio a quella cultura folk-blues che è elemento imprescindibile del suo codice genetico: Springsteen inanella un successo dietro l’altro, sostenuto da quella perfetta macchina sonora che èla EStreetBand. Il mix audio di Bob Clearmountain e la sapiente regia video di Chris Hilson costruiscono un’esperienza incredibile: manca solo il profumo del prato, per il resto è come essere ad Hyde Park.

Il Boss sa come mandare in visibilio il suo pubblico: eccolo attaccare il concerto con “London Calling”, cover che saluta il genio di Joe Strummer e celebra un sentito omaggio agli ideali padroni di casa, i Clash. In scaletta non mancano hit storiche della rockstar, come “Badlands”, “Glory Days” e “Dancing in the Dark”, ma anche pezzi più recenti: è il caso di “The Rising”, inno dedicato all’orgogliosa reazione dell’America dopo il dramma dell’11 settembre.

Springsteen accontenta i fan, ma anche se stesso: passando in rassegna i pezzi che nel corso degli anni lo hanno stuzzicato, intrigato e ispirato. È il caso della mitica “Hard Times”, ballata scritta da Stephen Foster negli anni della Guerra Civile Americana, e considerata dal Boss come uno dei punti più alti toccati dalla musica popolare. La sua versione, esaltata dall’apporto delle chitarre di Steven Van Zandt, cancella in un colpo la patina del tempo, restituendo in tutta la sua modernità un capolavoro assoluto.