Londra chiama, Joe Strummer risponde

22 Agosto 2014


C’è una dote che, per definizione, non viene riconosciuta alle rock-star, figure spesso follemente innamorate del proprio ego. L’umiltà. Su Sky Arte HD ricordiamo invece un artista tanto severo con se stesso da non ritenere nemmeno di essere degno di imbracciare una chitarra; così ironicamente auto-critico da scegliere come soprannome una derivazione del verbo strimpellare. In inglese to strum . Parliamo dunque di Joe Strummer, indimenticabile leader dei Clash.

La serata comincia con la puntata di Video Killed The Radio Stars che racconta il peso iconografico avuto da Strummer e i Clash nella definizione dell’estetica punk e pop. Ma non solo: basti pensare alla forza del messaggio politico – e alla drammatica attualità – del videoclip di Rock The Casbah , giocato con amara ironia sull’esorcismo delle tensioni arabo-israeliane. Un capolavoro di comunicazione, come ci ricorda uno dei “testimoni” intervistati: l’ex leader dei Pogues Shane McGowan.

A seguire ci spostiamo a Strummerville: questo il nome dell’associazione non profit che i parenti del musicista hanno fondato a seguito della sua prematura scomparsa. Obiettivo dell’istituzione? Sostenere i giovani artisti della scena britannica, come spiegano due sponsor d’eccezione: l’artistar Damien Hirst, fan sfegatato dei Clash, e l’eclettico Billy Bragg. Una leggenda del punk inglese, figura di riferimento dell’intera sottocultura underground.

In chiusura di serata tiriamo le fila dell’intera esperienza artistica dei Clash con Rebel Truce: sono i componenti superstiti della band – il bassista Paul Simonon, il batterista Topper Headon e il chitarrista Mick Jones – a ricordare gli esordi all’ombra dei Sex Pistols, la maturazione artistica, il grande successo di London Calling , l’accentuarsi della figura di band impegnata, i primi dissidi all’interno del gruppo, le cadute e le risalite…
 
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La curiosità – Il peso di Rock The Casbah  per la cultura popolare è immenso., Basti pensare che il titolo della canzone dei Clash diventa quello del film d’esordio del regista israeliano Yariv Horowitz, che nel 2013 presenta alla Berlinale un dolente racconto ambientato nei giorni della prima Intifada. Raccogliendo unanimi consensi per il lirismo e con cui ha saputo affrontare una vicenda tanto delicata.