Lora, regina del graphic design

9 luglio 2013


Si tratta, sempre e comunque, di una questione di creatività. Da un lato quella imprenditoriale, il genio applicato alla tecnica e alla conoscenza del mercato, l’intuizione che porta alla nascita del prodotto giusto, al momento giusto, per il pubblico giusto. Dall’altro quella artistica, l’estro che permette di trovare la linea, la forma e la situazione migliore perché quel prodotto eserciti un fascino irresistibile. Arte applicata all’industria, dunque. Con risultati straordinari.

È stata una delle pochissime designer grafiche a lavorare in Italia. E l’ha fatto nel corso di una stagione, quella del boom, tanto frizzante dal punto di vista economico quanto avara di possibilità e occasioni per una donna che volesse intraprendere certi percorsi professionali. Due volte grande, allora, Lora Lamm: la sua più brillante fase creativa, coincisa tra il 1953 e il 1963, è al centro della ricca retrospettiva al M.A.X. di Chiasso e del puntuale resoconto video firmato Sky Arte HD.

Comincia occupandosi del packaging per i dolci Motta. Passa poi alle campagne pubblicitarie per Olivetti e Pirelli, fino a sfondare – in campo internazionale – legandosi al brand Elizabeth Arden. Lora Lamm è imprescindibile figura di riferimento per l’evoluzione del design e della comunicazione: lo dimostrano le decine di bozzetti in mostra; lo testimonia la sua lunga e felice collaborazione con il gruppo La Rinascente, per cui ha firmato immagini entrate nella storia.

A riflettere sulla portata di Lora Lamm sono Gillo Dorfles, decano dei critici d’arte italiani, e Mario Bellini, architetto e designer; il fotografo Sergio Libis e il creativo Giancarlo Iliprandi. Nelle loro parole il riconoscimento per un intuito eccezionale, capace di sposate forma e contenuto, estetica e sostanza. Nelle illustrazioni di Lora, freschissime e leggere, l’immagine più felice di un’Italia giovane e disinvolta.

La curiosità – Lora Lamm, nata nel Canton Grigioni nel 1928, non è l’unica designer svizzera a trovare il successo nell’Italia del Boom economico. A precederla di pochi anni è l’amico – e futuro collega – Max Huber. A lui si deve l’ideazione del marchio e del logotipo che ancora oggi rappresenta La Rinascente.