Lou Reed. In loving memory

23 ottobre 2014


L’apprendistato creativo in quella incredibile fucina di talenti che fu la Factory di Andy Warhol, l’immediato e fulminante successo; poi la prima di tante crisi, non solo artistiche ma soprattutto umane, il saliscendi dal terrificante ottovolante delle dipendenze. L’incontro con David Bowie, l’esplosione di una carriera solista eccezionale; il rapporto con Laurie Anderson, moglie e amica, musa e confidente. A un anno dalla morte, Sky Arte HD ricorda il leggendario Lou Reed.

La serata si apre con una imperdibile di Rock Legends che elude la lunga attività da solista del cantautore, tornando indietro di quasi mezzo secolo, fino all’avventura dei Velvet Underground. Fatale l’incontro con John Cale e quello con Warhol: più che un amico, più che un mentore o un semplice fan. Un vero e proprio “membro ombra” della band, eminenza grigia che lavora a fianco del gruppo e ne determina i primi successi: disegnando le cover degli album ma anche imponendo come vocalist la figura di Nico. Inventando dal nulla una delle più amate eroine del rock.

La storia si interrompe nel momento in cui arriva nei negozi di dischi di tutto il mondo una delle pietre miliari della musica del Novecento: è con Transformer  che Lou Reed si impone anche come solista, uscendo dall’ombra di Warhol e dimostrandosi artista completo e maturo. Guarda alla nuova vita del rocker la seconda parte della serata, segnata dalla set-list memorabile di A Night With Lou Reed.

Siamo ovviamente a New York, città idolatrata dall’artista; è nel “suo” Greenwich Village, al Bottom Line Club, che si tiene nel 1983 uno tra i concerti più intimi e intensi a cui possa capitare di assistere. Un’esperienza unica, evocata su Sky Arte HD grazie al recupero di riprese straordinarie: sul palco Lou Reed è una forza della natura, che inanella uno dietro l’altro successi come Rock and Roll  e Kill Your Sons , Satellite of Love  e Walk On The Wild Side ,  intervallati dai brani più amati dei Velvet Underground.

La curiosità – Non è stato particolarmente fortunato con la censura, Lou Reed. Almeno non agli albori della carriera. È noto l’aneddoto legato alla cover disegnata da Andy Warhol per il secondo e più celebre album dei Velvet Underground, con la famosa banana sbucciata al centro di polemiche per i suoi evidenti richiami di natura sessuale. Una querelle che ha portato alla nascita di una seconda copertina (con la buccia!): sorte analoga per Transformer  , album che sancisce il trionfo solista di Reed. Con le fotografie sul retro dell’album coperte per non turbare il pubblico più giovane.


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