Mamma, voglio fare l’attore! O il corsaro…

6 Dicembre 2013


Il pompiere, il calciatore, l’astronauta. O magari, vista l’evoluzione delle nuove tecnologie, perché no il… web designer! Alla fatidica domanda del “cosa vuoi fare da grande?”  loro hanno risposto, presto o tardi, con il medesimo sogno: quello di diventare attore. Sono i ragazzi e le ragazze del terzo ed ultimo anno del Teatro Scuola Paolo Grassi, da oltre sessant’anni uno tra i principali spazi italiani per la formazione dei talenti della recitazione.

Sky Artre HD racconta le loro ambizioni e le loro aspirazioni accompagnandoli nell’allestimento di Risveglio di primavera , lo spettacolo di fine corso diretto da Giampiero Solari su drammaturgia di Frank Wedekind. Le telecamere si intrufolano dietro le quinte di una scuola unica nel suo genere, dove ai banchi si sostituisce la magica atmosfera del palcoscenico: buio in sala, ad andare in scena sono Attori o corsari.

C’è la dimensione della scena, naturalmente. Il minuzioso lavoro di preparazione dello spettacolo. Ma c’è anche, soprattutto, la vita che scorre oltre e fuori il teatro: le aspirazioni e i timori, le ansie e le speranze; la quotidianità di studenti fuorisede, arrivati da ogni angolo d’Italia e catapultati a Milano, per vivere un’esperienza unica nel suo genere. Tra loro c’è chi è destinato a sfondare, altri invece si perderanno per strada: tutti, oggi, sono protagonisti di un sogno.

Documentato da altri eclettici visionari: gli studenti della Scuola di Cinema e Televisione di Milano. Giovani che filmano altri giovani, per un progetto che vede Sky Arte nell’inedito ruolo di tutor di talenti. Con la complicità di chi ce l’ha fatta. Le voci dei ragazzi di oggi si intrecciano con quelle dei ragazzi di ieri: Antonio Albanese, Gigio Alberti, Massimo Navone, Lucia Vasini e lo stesso Solari evocano le loro esperienze, ricordano gli anni in cui erano loro a studiare alla Paolo Grassi. E a sognare.

La curiosità – I lavori non procedono? Ed io mi dimetto! Così Giorgio Strehler, co-fondatore del Piccolo, che a più riprese (tra Anni Ottanta e Novanta) usò l’arma mediatica delle dimissioni dalla direzione artistica dell’ente per spingere l’amministrazione della città ad accelerare la realizzazione della nuova sede del teatro. L’inaugurazione dei nuovi spazi, disegnati dall’architetto Marco Zanuso, avvennero solo nel 1998: pochi mesi dopo la morte dell’attore e regista.