Marina Abramović. L’artista c’è

18 Ottobre 2013


Il backstage di una delle performance più coinvolgenti di sempre. Settecento ore di azione, mezzo milione di partecipanti: toccati nel profondo da un’esperienza unica. The artist is present entra nel progetto con cui Marina Abramović, tra marzo e maggio 2010, ha trasformato gli spazi del MoMA di New York nel teatro di un intimo abbraccio con il mondo. Un docu-film che si accompagna alla recente presenza dell’artista alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha portato “The Abramović Method”, documentazione video della sua più recente performance milanese.

Due sedie. Un tavolo. Ad un capo lei, l’artista. All’altro il pubblico. Uno alla volta e per tutto il tempo che ritengono necessario, i visitatori del MoMA possono sedersi a tu per tu con Marina Abramović. Guardarla negli occhi. Lasciarsi guardare. Un’azione che abbatte ogni possibile barriera tra il mondo dell’arte e quello reale, un’esperienza di condivisione senza precedenti. Restituita in un documento unico.

Perché se la performance in sé offre l’occasione, tanto al pubblico quanto all’artista, di guardare se stessi nel profondo, il film – acclamato al Festival del Cinema di Berlino – apre le porte dell’universo creativo di una delle artiste più controverse e potenti degli ultimi quarant’anni. Come lavora Marina Abramović? Come prendono forma i suoi progetti? Come si traducono in azioni e performance? Quale effetto hanno sul pubblico? Domande che in questo film trovano risposta.

Una figura inquieta e affascinante, quella di Marina Abramović: capace di trasformare il concetto di performance grazie ad un rinnovato senso di partecipazione del pubblico. Già con Imponderabilia, lavoro del 1977, che l’ha vista sostare nuda insieme al compagno Ulay sulla soglia di una delle sale della GAM di Bologna: obbligando i visitatori, per entrare, a vincere il proprio imbarazzo. Perché per accedere all’arte è necessario mettersi in gioco.