L’architettura va alla guerra

24 Febbraio 2015

MAXXI, Roma - Architettura in uniforme

Sky Arte HD vi porta stasera a visitare in esclusiva un’altra grande mostra in corso al MAXXI di Roma. Attraverso le sezioni di Architettura in uniforme – progettare e costruire per la Seconda Guerra Mondiale, avremo modo di scoprire cosa è accaduto quando gli architetti hanno dovuto fare i conti con regimi, crimini e conflitti morali di metà Novecento.

La Seconda Guerra Mondiale non ha risparmiato nessuno, neppure l’architettura. Coinvolgendo indistintamente militari e civili, obiettivi sensibili e città popolose, i paesi belligeranti hanno fatto appello a tutte le loro risorse, senza esclusione di colpi. Contrariamente a quanto sostenuto spesso dalla storiografia, la mobilitazione di architetti e progettisti ha stimolato ricerche e trasformazioni nella disciplina. Attraverso ricerche d’archivio condotte per decenni sul campo e negli archivi, l’esposizione al MAXXI esplora appunto le diverse modalità con cui gli architetti hanno reagito e lavorato, ciascuno per il proprio Paese.

Come è risaputo, in ambito militare le innovazioni tecnologiche sono sistematicamente perseguite, se non promosse in modo diretto. Non fanno eccezione le nazioni coinvolte nella Seconda Guerra Mondiale, sia dalla parte degli Alleati che dell’Asse: il conflitto fa appello a tutte le forme di competenza architettonica. Vedremo come le conoscenze edilizie sono necessarie alla costruzione di bunker e rifugi, mentre quelle visive vengono impiegate ai fini della propaganda o proprio sul campo, per camuffare gli obiettivi dell’offensiva aerea.

La mostra affronta anche il risvolto morale di questa incredibile mobilitazione di tutto un gruppo professionale. Molti architetti, infatti, si trovano a dover affrontare delle scelte personali, soprattutto nel momento in cui il destino li mette dalla parte del regime nazista: saranno vittime o complici della carneficina?