Arte contemporanea cinese in mostra al MAXXI

2 Marzo 2015

Huang Yong Ping parla della sua mostra al MAXXI di Roma

Nella piazza del MAXXI di Roma, in questi giorni potreste accorgervi che è adagiato un minareto, lungo più di 10 metri. È una delle opere colossali realizzate da Huang Yong Ping, artista cinese attivo a Parigi, cui il museo romano dedica la prima grande mostra italiana.
Grazie alle telecamere di Sky Arte HD, stasera potremo approfondire l’opera di questo autore anticonformista, la cui ricerca è tutta incentrata sui rapporti – spesso tesi – tra culture e religioni del mondo, storia e tradizioni all’origine di alcuni dei maggiori conflitti contemporanei.

Il titolo della mostra in corso al MAXXI, Bâton-Serpent, è stato scelto dallo stesso Huang Yong Ping: richiamando un passo dell’Esodo contenuto nella Bibbia, l’artista ha voluto sottolineare il senso profondo del progetto nel suo insieme. Una riflessione ironica, acuta e critica dei vari sistemi di fede professati dall’uomo, nel tentativo di delineare una diversa “mappa della civilizzazione globale”.

Molte delle opere in mostra riportano infatti simboli religiosi appartenenti a diverse culture, che l’artista reinterpreta mettendone in luce l’involontaria minaccia per la convivenza dei popoli. Hei Hei Sina Sina, per esempio, è un gigantesco mulino di preghiere in rame come quello usato dai buddisti tibetani, che ruotando produce un suono pacificante; uno sguardo da vicino mostra in realtà come quest’opera sia composta da un palo in legno che è l’immagine di un’arma cinese, chiamata mao, mentre il coperchio rappresenta uno scudo.

La potenza simbolica di molti archetipi può essere anche accresciuta, al punto da accomunare diverse fedi in un’unica, enigmatica icona. È il caso di Bâton de Serpent, che rappresenta lo scheletro di un gigantesco serpente di alluminio ispirato alla mitologia cinese, ma anche a quella pagana e alla religione cristiana.
L’artista non è nuovo a simili operazioni. Anzi, nella sua città natale – Fujian, in Cina – ha fondato il collettivo artistico Xiamen Dada, all’interno del quale diverse personalità cercano di giungere alla costituzione di una nuova identità culturale cinese, capace di collegare le tradizioni orientali del taoismo e dello zen – chiamato chán, in Cina – con il modernismo occidentale.