Mediterraneo Mirò

14 Novembre 2012


Il sole delle Baleari, la luce calda e corroborante che brilla sul Mediterraneo. Forme apparentemente semplici, antiche: ma sorprendentemente ricche e complesse, misteriose nella loro carica di assoluta e incontenibile vitalità. Si concentra su un corpus ben delineato di opere la grande mostra che Genova dedica all’estro di Mirò, tra i nomi più grandi della pittura del Novecento. Raccontato dalle telecamere di Sky Arte HD.

Non è facile dare un quadro esaustivo e completo dell’attività di un pittore che, scomparso ormai novantenne, ha lavorato ininterrottamente fino ai suoi ultimi giorni; lasciando una raccolta sterminata di opere, schizzi e disegni. Con gli ottanta capolavori ospitati a Palazzo Ducale si riesce nell’impresa: un vero e proprio viaggio nel tempo, alla scoperta di tutte le diverse stagioni creative del maestro catalano. Ma con un approfondimento specifico.

Il carattere di unicità della mostra di Genova è dato dal focus sui circa trent’anni passati stabilmente da Mirò a Palma di Maiorca: un periodo che coincide con la sua maturità artistica e risulta particolarmente fecondo per la tavolozza di un pittore innamorato della luce e del colore. Mirò bagna le proprie tele nel sole di un Mediterraneo mai così generoso: le sue enigmatiche figure si vestono di colori caldissimi e sgargianti.

“Il più surrealista di tutti noi”: così il teorico del movimento, André Breton, definisce Mirò, personaggio che conduce una autentica battaglia nei confronti della pittura tradizionale. Figura che non ama scendere a compromessi, come nell’arte così nella vita: esule in Francia negli anni della Guerra Civile Spagnola, contribuisce alla causa repubblicana raccogliendo denaro a sostegno dei combattenti anti-franchisti.