Mehta e Lang, due generazioni in musica

31 maggio 2013


Prendi uno tra i talenti pianistici più limpidi e cristallini della nuova generazione. Accompagnalo a un’orchestra che rappresenta un autentico monumento della classica, guidata da una bacchetta di fama internazionale. Scegli come teatro una tra le più meravigliose regge della Vecchia Europa e seleziona un repertorio di pagine immortali, veri e propri inni al romanticismo. E avrai un evento dalla portata straordinaria, capace di rimanere segnato negli annali della musica.

Ad aprire i propri magnifici cancelli è il castello di Schönbrunn, alle porte di Vienna, sede ininterrotta – per la bellezza di due secoli – della reggia imperiale degli Asburgo. Le sue sale finemente decorate con mirabili stucchi dorati fanno da sfondo all’incontro tra due titani della musica: al pianoforte Lang Lang, ormai passato dallo status di enfant prodige a quello di acclamata star della classica internazionale; sul podio Zubin Mehta, tra i più autorevoli direttori d’orchestra in attività.

La serata si apre nell’esaltazione dell’estetica musicale romantica. In scaletta l’ouverture dell’Oberon, opera che Carl Maria von Weber compose ispirandosi al “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare, traducendo in un intenso caleidoscopio armonico le suadenti e visionarie atmosfere della commedia. Un ingresso trionfale per l’Orchestra Filarmonica di Vienna, che sa esaltare al massimo le straordinarie abilità dei suoi solisti.

Tocca poi a Lang Lang essere protagonista. Nel Concerto n°2 in Fa minore di Chopin l’orchestra, che attacca con una mirabile costruzione sonora, cede progressivamente spazio alla voce del pianoforte, in un continuo sublime dialogo, esaltato nel corso degli anni da fan d’eccezione del calibro di Robert Schumann e Franz Liszt. In chiusura, imprescindibile, Beethoven: strepitosa questa esecuzione della sua quinta sinfonia.

La curiosità – Ha cominciato a suonare a tre anni per imitare il personaggio di un cartone animato. Nato nel1982 in Cina, Lang Lang è tra i più grandi geni musicali del nuovo millennio: ma la sua crescita artistica non è stata esente da traumi e sofferenze. Un vero e proprio blocco che, attorno ai nove anni, lo aveva colpito a causa delle stroncature di una insegnante eccezionalmente severa, che lo aveva spinto ad abbandonare la musica. È stato solo grazie all’affetto dei compagni di scuola, che fecero di tutto per coinvolgerlo in uno spettacolo di fine anno, che Lang Lang riprese l’attività.