Le meraviglie del libro dei libri

11 agosto 2014


Nelle sue pagine c’è la vita di un intero popolo. La sua Storia, i suoi culti e i suoi riti; i precetti che regolano, da millenni, i rapporti all’interno di una società raffinatissima. Dogmi e leggi che fondono il piano del sacro con la laicità, formule che hanno finito per influenzare in modo radicale e definitivo l’intera cultura occidentale. Al punto da farne il libro più letto di tutti i tempi. E dunque, come indica il suo nome, il libro per antonomasia. Il libro dei libri.

Parte sfogliando la Bibbia La bellezza dei libri, straordinaria serie prodotta dalla BBC e dedicata al più efficace strumento di trasmissione della cultura: il libro, naturalmente. Svelato, studiato e interpretato in tutti i suoi aspetti, sia concettuali che eminentemente tecnici – per non dire tecnologici – nel passaggio dalla tradizione degli amanuensi alla rivoluzione della stampa. E all’avvento del digitale.

Esperti ricercatori delle università di Cambridge e Birmingham ci accompagnano nelle sale della British Library per osservare insieme il leggendario Codex Sinaiticus : la più antica versione dell’Antico e Nuovo Testamento oggi conservata. Un manoscritto di inestimabile valore, vergato in greco nel IV secolo d.C.; probabilmente esemplare commissionato direttamente dall’imperatore Costantino, come strumento per la più rapida diffusione di una fede, quella cristiana, diventata religione di Stato.
È un salto di quasi mille anni quello che ci porta, in pieno Medioevo, all’abbazia di Glastonbury: si deve all’ambizione dell’abate Enrico di Blois, figura fondamentale per le sorti politiche dell’Europa nella diatriba infinita tra papato e impero, la scrittura della cosiddetta Bibbia di Winchester. Un esemplare magnifico, arricchito di miniature semplicemente spettacolari; gioielli che arricchiscono la narrazione con effetti di stupefacente meraviglia.

La curiosità – Impossibile dare un valore economico al Codex Sinaiticus , eppure qualcuno l’ha fatto! Il manoscritto venne pagato 9.000 rubli dell’epoca dallo studioso russo che, a metà Ottocento, lo scoprì in uno sperduto monastero del Monte Sinai. Finito nelle sale della Biblioteca Nazionale di San Pietroburgo venne rivenduto alla British Library nel 1933 per la somma di 100mila sterline.