Il metodo Abramović. E quello James Franco

8 agosto 2014


Che cosa unisce un regista e produttore con l’ossessione per la commedia brillante ed un’attrice pasionaria, cresciuta tra pittori e fotografi, femminista convinta dal carattere forte e autoritario? La risposta è in un sodalizio artistico che trova la sintesi migliore tra impegno e disimpegno: Judd Apatow e Lena Dunham sono, nelle loro distanze e differenze, simbolo dell’equilibrio tra lo yin e lo yang del cinema contemporaneo. E della tv, naturalmente.

Il loro confronto sul set porta a successi clamorosi, come ci spiega questa puntata di Iconoclasts, serie che mette in dialogo i grandi nomi della società dello spettacolo mescolando le carte, creando incontri inusuali che sanno essere fucina di profonde riflessioni sulla contemporaneità. Con Apatow e Dunham entriamo nel mondo di Girls , il serial controcorrente con cui HBO ha rivoluzionato il modo di ritrarre l’universo teen.

Sono considerati, ognuno nel proprio campo, due rivoluzionari. Marina Abramović e James Franco si incontrano davanti alle telecamere di Iconoclasts per condividere i rispettivi “metodi”. Quello dell’artista, pratica di meditazione e introspezione che trasforma una filosofia di vita – e chi la segue – in autentica opera d’arte; e quella del cineasta, figura fondamentale per lo sviluppo di una nuova estetica dell’immagine.

Franco si trasforma, si trasfigura in una pura essenza artistica: eccolo liberarsi da ogni possibile schema mentale e affidarsi all’estro creativo di Abramović, che lo ricopre di foglie d’oro e lo plasma, meticolosa, quasi stesse cesellando una statua. Un processo di intensa suggestione, capace di stabilire un contatto di rara potenza comunicativa e straordinaria empatia; tessendo un’unione concettuale profondissima. Indissolubile.

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La curiosità – È uscito nelle librerie americane lo scorso mese di marzo, ma non è ancora dato sapere se arriverà mai in Italia. Recensioni discordanti da parte della critica per Directing Herbert White , raccolta di poesia che segna l’esordio letterario di James Franco: per qualcuno un piccolo e inatteso capolavoro, per altri una scialba operazione commerciale. Tra i temi trattati nelle liriche, naturalmente, anche il cinema: tra i riferimenti dichiarati 8 e ½  di Federico Fellini.