Metti una sera il Brasile a Milano

1 aprile 2013


Bastano pochi istanti per passare da una afosa serata dell’estate milanese alle sensuali atmosfere di Copacabana. Marco Pereira agguanta la sei corde e attacca il riff di “Luz Negra”: il ritmo, in puro stile bossa, incalza seducente e si trasforma una battuta alla volta in una trascinante cavalcata sonora. A galoppare, sulla tastiera del suo gran coda, le dita di Stefano Bollani: un concerto irripetibile Carioca Live, omaggio alla magia della musica brasiliana.

Il più grande pianista jazz italiano, tra i maggiori interpreti mondiali del genere, infiamma la platea del Festival di Villa Arconati con una performance unica: è il luglio del 2009 quando presenta in una coinvolgente veste live l’esito di una lunga e fruttuosa immersione nei ritmi e nelle sonorità carioca. Irresistibili samba e romantiche bossa nova si arricchiscono di arrangiamenti di impensabile freschezza compositiva.

A seguire Bollani nella sua divertita rivisitazione di pezzi celebri della tradizione sudamericana una band di autentici mostri sacri. La sezione ritmica si basa sulle bacchette di Jurim Moreira, sul contrabbasso di Jorge Helder e, soprattutto, sulle percussioni di un indiavolato Marçalzinho; oltre alla chitarra di Pereira ecco il sax di Zé Nogueira, a completare un combo che vede ai fiati Mirko Guerrini e Nico Gori, vecchi compagni di strada di Bollani.

La scaletta, segnata dalle inevitabili improvvisazioni proprie del jazz, spazia in modo eterogeneo tra i diversi generi della ricchissima scuola musicale brasiliana. Si passa senza soluzione di continuità dai choro di Pixinguinha ai samba del leggendario Chico Buarque; fino ad autentiche chicche, come “Na baixa do sapateiro” di Ary Barroso e il celebre “Inno di San Paolo”. Che vede Bollani esibirsi anche in veste di cantante.