Miami, tra spiagge dorate e arte contemporanea

10 Aprile 2015

Art-Basel-Miami-Beach

Siete mai stati a Miami? Non in vacanza, ma in viaggio d’affari: la città statunitense famosa per il suo attraente litorale è in realtà una delle maggiori capitali dell’arte internazionale, meta prediletta dai collezionisti più attenti alle ultime tendenze.

Come ha potuto, la solare Miami, diventare in pochi anni un polo di riferimento culturale e artistico, al punto da surclassare per fama le sue stesse attrazioni turistiche? In Miami Yes, She Can, in onda venerdì 10 aprile in prima visione su Sky Arte HD, a raccontarci i retroscena di questa “scalata” alla scena artistica internazionale è innanzitutto Craig Robins, l’immobiliarista con l’anima da art lover che sta ridisegnando Miami. Sarà lui a raccontarci del miracolo del Design District, balzato agli onori della cronaca per il florilegio di edifici firmati da archistar che ne hanno fatto un polo del lusso, da zona semi-abbandonata che invece era.

È nei giorni di Art Basel, però, che Miami Beach raggiunge il massimo della popolarità: la famosa fiera d’arte svizzera ha nella città statunitense una seconda edizione annuale, che i collezionisti di tutto il mondo dimostrano sempre più di apprezzare.

E non sono gli unici, ad affollare Miami nei giorni di fiera. Incontreremo stasera giornalisti, galleristi come Nahmad – che porta a Miami un’opera di Calder da 40 milioni di dollari – ad artisti del calibro di Marina Abramovic, accorsa all’appuntamento per promuovere la sua università della performance art, MIA.
In questi frenetici giorni di fine anno, tutti vanno su e giù per la città, dalle mostre satellite sulle spiagge di Miami Beach, a Winwood, il quartiere ridisegnato dagli street artist più famosi d’America. E per chi non vive solo d’arte c’è il padiglione di Design Miami, il meglio delle gallerie di design tra i pezzi capolavoro degli anni ’50 e la contemporaneità barocca di Studio Job.